
Lo yoga per triade dell’atleta come supporto per corpo e mente: asana, pranayama e consapevolezza per ritrovare equilibrio, salute e benessere nello sport.
La Triade dell’Atleta è una condizione complessa e spesso sottovalutata, che può colpire chi pratica sport in modo intenso, soprattutto quando la ricerca della performance prende il sopravvento sul benessere. Si parla di energia, alimentazione, ciclo mestruale e salute delle ossa: elementi che, se in squilibrio, possono avere conseguenze importanti.
Nella sua tesi, Melania racconta un tema delicato e attuale, proponendo lo yoga come strumento di riequilibrio, prevenzione e riabilitazione.
Storia di Tesi di Melania
Autrice : Melania Podavini
Università : San Raffaele Roma
Facoltà : Dipartimento di Promozione delle Scienze Umane e della Qualità della Vita
Corso di laurea : L-22 Scienze Motorie
Titolo tesi : Triade dell’Atleta: lo Yoga come Strumento di Riequilibrio, Prevenzione e Riabilitazione
Qual è l’argomento della tua tesi ?
La mia tesi parla della Triade dell’Atleta, una condizione che comprende tre aspetti collegati tra loro:
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deficit energetico associato a disturbi del comportamento alimentare, in particolare anoressia e bulimia
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amenorrea e/o alterazioni mestruali
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ridotta densità minerale ossea e, nei casi più gravi, osteoporosi
Ho voluto analizzare questo quadro e proporre lo yoga come approccio di sostegno. In particolare, attraverso le asana e gli esercizi di pranayama, lo yoga può diventare un alleato per ritrovare ascolto del corpo, stabilità e maggiore equilibrio.
Perché hai scelto questo tema ?
Ho scelto questo tema perché mi tocca profondamente e in modo personale. Sono stata un’atleta per tanti anni e ho sofferto di disturbi alimentari.
In quel periodo mi mancavano figure specializzate a cui potermi affidare. Mi sentivo sola e, soprattutto, sbagliata. Durante l’adolescenza sembra che ti crolli tutto addosso, e questo non aiuta.
Negli anni ho cercato strumenti che potessero davvero aiutarmi a risollevarmi. E lo yoga è stato, e continua a essere, un grandissimo alleato. Anche per questo ho voluto portarlo dentro un lavoro universitario: perché può rappresentare un supporto concreto per chi vive situazioni simili.
Riporta la frase (o la citazione) della tua tesi che più ti piace.
La frase che sento più rappresentativa è questa:
“Lo yoga, grazie alla sua capacità di integrare corpo, mente ed energia vitale, offre un percorso concreto e sostenibile per prevenire squilibri e promuovere un approccio più consapevole e salutare alla pratica sportiva.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi ?
Il consiglio più pratico che posso dare è questo: segnati subito la bibliografia.
Ogni citazione, ogni articolo, ogni fonte da cui prendi informazioni… appuntalo man mano.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato ?
Sì, lo sceglierei di nuovo. Questo percorso mi ha dato tanta consapevolezza sul potere che ha il nostro corpo. Abbiamo una macchina incredibile, capace di fare grandi cose. E troppo spesso la sottovalutiamo.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea ?
Dopo Scienze Motorie ci sono diversi sbocchi, tra cui:
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Istruttore di attività motorie e sportive non agonistiche
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Operatore sportivo ed educativo per il benessere psico-fisico
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Allenatore o tecnico sportivo agonistico
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché ?
Ho scelto la Sughero Blu Mirto con stampa Oro Metallizzato. Ho scelto il sughero perché è originale e non ce l’ha nessuno. Non amo scegliere ciò che va di moda o che “si fa per tradizione”. Blu e oro, invece, perché il mio vestito aveva proprio queste tonalità. Volevo che tutto fosse coerente e mi rappresentasse fino in fondo.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi ?
Mi direi: osa di più. Lanciati, senza paura del giudizio degli altri.
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