Violenza Simbolica
ELISA MAGNANI _ Violenza Simbolica _ Brillante Glicine con stampa Bianco Opaco

Violenza simbolica: quando l’educazione affettiva e sessuale diventa uno strumento di consapevolezza

La violenza simbolica è una delle forme più subdole di aggressione: silenziosa, invisibile, eppure profondamente radicata nelle nostre abitudini quotidiane. Elisa, laureata in Scienze dell’Educazione e dei Processi Formativi, ha scelto di affrontare questo tema attualissimo nella sua tesi, analizzando l’impatto dell’educazione affettiva e sessuale come risposta possibile.

Autrice: Elisa Magnani
Università: Parma
Facoltà: Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e Imprese Culturali
Corso di laurea: Scienze dell’educazione e dei processi formativi
Titolo tesi: Violenza di genere e violenza simbolica: analisi e prospettive attraverso l’educazione affettiva e sessuale

Di cosa parla la mia tesi

La mia tesi tratta il tema della violenza di genere, soffermandosi in particolare su un aspetto meno visibile ma altrettanto potente: la violenza simbolica. È un concetto sviluppato dal sociologo Pierre Bourdieu, che descrive tutte quelle forme di dominazione che agiscono in modo silenzioso, passando quasi inosservate. Ho voluto approfondire come questa forma di violenza influenzi i rapporti sociali e affettivi, e quanto sia fondamentale contrastarla già a partire dall’educazione.
Una parte importante del lavoro è dedicata all’educazione sessuale e affettiva, sia nel contesto scolastico che familiare. Infine, ho condotto una ricerca qualitativa attraverso quattro interviste, che mi hanno permesso di raccogliere testimonianze e riflessioni autentiche su questi temi.

Perché ho scelto questo tema

Questo argomento mi sta profondamente a cuore. Sento che stiamo vivendo un’epoca in cui l’urgenza di educare alle emozioni, al rispetto e alla consapevolezza è fortissima, ma ancora troppo sottovalutata. Spesso i giovani non ricevono strumenti adeguati per affrontare relazioni sane, e ciò li espone a subire – o perpetuare – forme di violenza anche senza rendersene conto.
La scelta nasce anche da una motivazione personale: ho vissuto in prima persona diverse forme di violenza. Scrivere questa tesi è stato anche un modo per dare voce a chi, come me, ha conosciuto il dolore silenzioso della violenza simbolica.

La frase che ho scelto per rappresentare la mia tesi

“La violenza simbolica è tanto più forte quanto meno viene percepita come tale, quanto più appare ‘dolce’ e naturale.”
Pierre Bourdieu

Trovo che questa citazione racchiuda perfettamente il cuore del mio lavoro: far emergere ciò che è invisibile, portarlo alla luce per poterlo finalmente affrontare.

Un consiglio per chi sta scrivendo la tesi

Scegliete un argomento che vi appassiona, che sentite vostro. È importante trovare un tema che vi tocchi da vicino, perché solo così riuscirete a scrivere con dedizione e autenticità. Ricercate fonti valide, documentatevi con cura, e poi scrivete con il cuore. Non importa se il lavoro verrà apprezzato da tutti: l’importante è che rispecchi voi.

Se tornassi indietro, sceglierei lo stesso percorso?

In parte avrei voluto studiare Psicologia, ma devo dire che questo corso mi ha piacevolmente stupita. Mi ha aperto orizzonti che non immaginavo e mi ha dato strumenti concreti per il futuro. Sì, se tornassi indietro, lo sceglierei di nuovo.

Quali sbocchi offre il mio corso di laurea

Ho seguito il curriculum da educatore socio-pedagogico, che offre davvero moltissime possibilità: dalle scuole alle comunità, dalle case famiglia ai centri per disabili, fino alle carceri minorili. È un percorso ricco di potenzialità e che permette di lavorare in contesti educativi molto diversi, tutti stimolanti e importanti.

Come ho scelto la copertina della tesi

Per la mia copia personale ho scelto una Brillante Glicine, il mio colore preferito, in tinta con il completo che ho indossato per la laurea. L’ho fatta realizzare satinata, per esaltare la vivacità del colore. Per la famiglia, invece, ho fatto stampare delle versioni più sobrie, in blu.

Il consiglio che darei alla me del primo giorno di università

Mi direi di vivere di più l’università, di frequentare, di fare amicizie. Per vari motivi non sono riuscita a partecipare molto alla vita accademica, se non per gli esami o le attività obbligatorie. Avrei voluto creare più legami. Ma comunque non ho rimpianti: so quanto mi sono impegnata e sono soddisfatta del mio percorso.

Vorresti saperne di più sull'argomento? Scrivici una mail :)

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