
Un approfondimento sugli uomini autori di violenza e sul ruolo dei percorsi di consapevolezza nella prevenzione della violenza di genere.
Quando si parla di violenza di genere, l’attenzione si concentra giustamente sulle vittime. Tuttavia, per contrastare davvero il fenomeno, è importante interrogarsi anche sulle sue cause e sui percorsi di cambiamento possibili. Nella sua tesi di laurea, Erika approfondisce il tema degli uomini autori di violenza, analizzando il lavoro svolto dal centro “Liberiamoci dalla violenza” di Parma. Un argomento delicato e attuale, che invita a riflettere sull’importanza della prevenzione, della responsabilizzazione e della trasformazione culturale.
Storia di Tesi di Erika
Autrice: Vezzosi Erika
Università: Università di Parma
Facoltà: Servizio Sociale
Corso di laurea: Servizio Sociale
Titolo tesi: “Spezzare la violenza: da fenomeno appreso a rinascita nel centro per uomini maltrattanti “Liberiamoci dalla violenza” di Parma.
Descrivi brevemente l’argomento della tua tesi
La mia tesi affronta il tema della violenza di genere, concentrandosi però sul lavoro svolto con gli uomini autori di violenza.
In particolare, ho analizzato la metodologia utilizzata dal centro “Liberiamoci dalla violenza” di Parma, approfondendo gli strumenti e i percorsi proposti per favorire la presa di consapevolezza e il cambiamento dei comportamenti violenti.
Perché hai scelto questo tema?
Ho scelto questo tema per la sua drammatica attualità. Durante i tre anni del corso di laurea ho compreso quanto sia importante lavorare anche con gli uomini autori di violenza e ho sentito il bisogno di approfondire questo aspetto.
Volevo offrire una prospettiva diversa sul fenomeno della violenza di genere, una prospettiva che non si concentrasse esclusivamente sulle vittime ma che cercasse di comprendere anche i percorsi necessari per prevenire nuove violenze.
Riporta la frase della tua tesi che più ti piace
“Ecco perché non basta punire i colpevoli. Serve un cambiamento più profondo, che parta dal modo in cui guardiamo al potere, alle relazioni, ai ruoli di genere. Serve una società che non giustifichi o minimizzi la violenza, ma che scelga consapevolmente di costruire rapporti basati sul rispetto, sull’ascolto, sull’uguaglianza.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi?
Il consiglio che darei è di ascoltarsi e di scegliere un argomento che emozioni davvero, qualcosa in cui si crede profondamente.
Quando si scrive di un tema che ci coinvolge, tutto il percorso acquista un significato diverso e la motivazione resta alta anche nei momenti più difficili.
Inoltre, è fondamentale organizzarsi bene per evitare di arrivare alle ultime settimane prima della laurea con troppo stress e troppe cose da fare. E, soprattutto, non bisogna mai dimenticare una qualità essenziale: la pazienza.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Sì, assolutamente. È un percorso che mi ha dato molto sia dal punto di vista professionale sia da quello personale. Rifarei questa scelta senza alcun dubbio.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
Lo sbocco professionale principale è quello di assistente sociale. Proseguendo gli studi con una laurea magistrale, inoltre, è possibile accedere a ruoli di coordinamento e a posizioni dirigenziali all’interno dei servizi sociali e delle organizzazioni del settore.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Per la mia tesi ho scelto una Velluto Rosa Zucchero Filato con stampa Rame Metallizzato. L’ho scelta semplicemente perché adoro il rosa e desideravo che la mia tesi mi rappresentasse pienamente anche dal punto di vista estetico.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi?
Mi direi di concedermi il tempo necessario per ambientarmi e di non pretendere troppo da me stessa. Cercherei di essere meno perfezionista e di affrontare il percorso con maggiore serenità. Inoltre, mi ricorderei di vivere pienamente ogni esperienza e di coltivare le relazioni con le persone incontrate durante l’università. Con il senno di poi, sono proprio questi rapporti e questi momenti a rendere il percorso ancora più significativo.
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