Quando il teatro traslucido incontra la disabilità: un confronto tra testi, esperienze e nuove prospettive.
Parlare di teatro traslucido e disabilità significa addentrarsi in un territorio in cui le barriere diventano ponti e le differenze si trasformano in strumenti di comprensione. È questo il cuore del lavoro di tesi di Ilaria Fotia, che ha esplorato la connessione tra due mondi apparentemente distanti ma profondamente affini: il linguaggio teatrale e la rappresentazione della disabilità. Un’indagine attenta che va oltre la semplice analisi testuale, per abbracciare prospettive più ampie sul significato stesso dell’inclusione.
Storia di Tesi di Ilaria Fotia
Autrice: Ilaria Fotia
Università: Roma Tre
Facoltà: Lingue, Letterature e Culture Straniere
Corso di Laurea: Lingue e Letterature per la Comunicazione Interculturale
Titolo della tesi: Il teatro traslucido e la disabilità: studio comparativo di El lector por horas di José Sanchis Sinisterra e della traduzione italiana di Renata Londero
Di cosa parla la tua tesi?
La mia tesi approfondisce il teatro traslucido e disabilità attraverso l’analisi dell’opera El lector por horas di José Sanchis Sinisterra e la sua traduzione italiana Il lettore a ore curata da Renata Londero.
Ho voluto unire alla riflessione teatrale anche una componente di analisi traduttologica, mettendo a confronto il testo originale e quello italiano, e mostrando come le scelte linguistiche possano influenzare la percezione di tematiche complesse come la disabilità.
Perché hai scelto questo tema?
Ho un legame personale e profondo con la disabilità, che mi accompagna da sempre. Quando ho scoperto il concetto di teatro traslucido, ho sentito immediatamente un’affinità. Entrambi esprimono un modo alternativo di vedere la realtà: non perfettamente trasparente, ma neppure completamente opaco.
Una visione che ci invita a osservare oltre la superficie, a leggere le diversità non come mancanze, ma come prospettive nuove e preziose.
La frase della tua tesi che ti rappresenta di più?
«Io credo che la traduzione, il teatro traslucido e la disabilità convergano in un punto comune: l’invito a superare le barriere e ad aprirsi a nuove forme di comprensione. Insieme, questi elementi rivelano che la vera ricchezza risiede nella diversità e nell’interpretazione attiva».
Qual è il tuo consiglio per chi sta per scrivere la tesi?
Scegliete un argomento che vi appassiona davvero. È il modo migliore per rendere il percorso della tesi qualcosa di stimolante, e non solo un obbligo per arrivare alla laurea.
Rifaresti lo stesso percorso universitario?
Assolutamente sì. Ho sempre amato le lingue e, in particolare, lo spagnolo mi ha aiutata ad esprimermi meglio e a superare tante difficoltà personali. È stato un viaggio formativo anche dal punto di vista umano.
Quali sono gli sbocchi professionali del tuo corso?
Il mio corso di laurea apre a diversi ambiti:
-
consulenza linguistica e culturale
-
traduzione e mediazione
-
turismo e trasporti, anche internazionali
-
organizzazione eventi
-
insegnamento privato
Che copertina hai scelto per la tua tesi?
Ho optato per una Similpelle Lucida Rossa con stampa Bianco Opaco. Il rosso richiama la passione per le lingue, il bianco rappresenta la possibilità di dare luce a ciò che spesso resta invisibile. Una metafora perfetta per il concetto di disabilità, che non dovrebbe mai essere oscurata, ma compresa.
Se potessi tornare al primo giorno di Università?
Mi direi di vivere tutto con più leggerezza. Un esame è solo un esame: non vale la pena stressarsi troppo. Ora che mi preparo per la Magistrale, so che la serenità e la maturità fanno la differenza.
Vorresti saperne di più sull'argomento? Scrivici una mail :) Leggi altre Storie di Tesi.











