
Analisi psicologica del reinserimento sociale e lavorativo degli ex detenuti, tra stigmatizzazione, pregiudizio e ruolo del lavoro nella riabilitazione personale.
Uscire dal carcere non significa davvero “ricominciare” da zero. Spesso significa fare i conti con etichette, diffidenza e porte che si chiudono prima ancora di provare. Nella sua tesi, Sara affronta il tema del reinserimento degli ex detenuti con uno sguardo psicologico, concentrandosi su stigma e pregiudizio come ostacoli concreti alla vita sociale. Al centro c’è anche il lavoro, visto non solo come reddito, ma come strumento di ricostruzione personale, abitudini e competenze. Un argomento attuale, che parla di dignità, responsabilità collettiva e possibilità reali di cambiamento.
Autrice : Sara Sturaro
Università : e-Campus
Facoltà : Psicologia
Corso di laurea : Scienze e tecniche psicologiche
Titolo tesi : La vita dopo il carcere. Reinserimento sociale e lavorativo: la costante lotta degli ex carcerati contro stigmatizzazione e pregiudizio.
Descrivi l’argomento della tua tesi
La mia tesi è incentrata sul ruolo di pregiudizio e stigmatizzazione verso gli ex detenuti nel reinserimento sociale. Ho approfondito anche il ruolo del lavoro, che considero fondamentale nella riabilitazione personale e sociale dopo la detenzione. Per me, infatti, il lavoro non è solo un mezzo economico, ma anche un modo per ritrovare routine, identità e appartenenza.
Perché hai scelto questo tema ?
Ho scelto questo tema perché ho preso consapevolezza della mancanza di programmi istituzionalizzati sul reinserimento sociale di chi esce dal carcere. Mi ha colpita anche la penuria di assistenza psicologica nelle strutture penitenziarie. In questo modo ho sentito il bisogno di mettere a fuoco un problema che spesso resta sullo sfondo, ma che pesa moltissimo nella vita reale.
Riporta la frase della tua tesi che più ti piace
Questa citazione riassume bene l’idea che volevo trasmettere: la detenzione cambia profondamente la persona e il lavoro può diventare una leva di riabilitazione.
“[…] l’incarcerazione e la detenzione atrofizzano la capacità di gestione degli stimoli in precedenza ordinari e quotidiani, portando a un vero e proprio cambiamento senso-motorio a livello profondo nell’individuo. Il lavoro […] reintroduce nella vita del soggetto un corollario i stimoli più ampio rispetto a quello a cui si è assuefatto durante la detenzione; una “formazione” cognitivo-comportamentale ed emotiva essenziale per una riabilitazione di successo.”
Quale suggerimento daresti a un collega laureando che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi ?
Sembra banale, ma informarsi e scrivere su un tema che appassiona è essenziale per creare un elaborato che trasmetta impegno. Inoltre, se consideriamo la soddisfazione personale di lavorare su un argomento che sta davvero a cuore, si aggiunge un’ulteriore vittoria. Per me la motivazione cambia tutto, soprattutto quando serve tenere alta la costanza.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato ?
Assolutamente sì. Ho ripreso a studiare dopo anni dal diploma, e nel frattempo ho avuto modo di capire cosa voglio fare nella vita. Questo corso di laurea mi ha resa ancora più consapevole e motivata nel raggiungere il mio obiettivo. E, proprio per questo, lo risceglierei con convinzione.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea ?
Secondo me gli sbocchi sono molto vari e dipendono dalla direzione che una persona sceglie. Si va dall’impiego negli uffici risorse umane alla docenza di sostegno nelle scuole. Inoltre, ci sono ruoli di assistenza in strutture comunitarie per il reinserimento sociale e supporto a progetti di reinserimento lavorativo per ex detenuti. In generale, la psicologia può applicarsi in moltissimi contesti, anche molto diversi tra loro.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché ?
Ho scelto una Setosa Verde Giada con stampa Argento Metallizzato. Il colore l’ho scelto per restare fedele ai colori della facoltà. Per il tipo di copertina, invece, oltre all’estetica volevo anche una componente tattile piacevole. Mi piaceva l’idea che la tesi fosse “bella da vedere”, ma anche gradevole da tenere in mano.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti ?
Mi direi questo: ce la farai, e il percorso sarà pieno di emozioni e soddisfazioni che non credevi possibili. So che fa paura rimettersi a studiare dopo tanto tempo, ma scoprirai di avere passione. E quella passione ti porterà più lontano di quanto immagini.
Vorresti saperne di più sull’argomento? Scrivici una mail 🙂
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