
Un approfondimento sulla realtà virtuale in oncologia e sulle sue applicazioni preventive e riabilitative per migliorare il benessere dei pazienti.
Può una tecnologia immersiva diventare uno strumento di supporto nei percorsi di cura? Nel campo oncologico, l’innovazione apre nuove possibilità per accompagnare i pazienti anche sul piano emotivo. Nella sua tesi di laurea, Federica approfondisce il tema della realtà virtuale in oncologia, analizzando come questa tecnologia possa contribuire a gestire ansia, depressione, stress e qualità della vita. Un lavoro che unisce ricerca, empatia e attenzione alla persona.
Storia di Tesi di Federica
Autrice: Federica Deiana
Università: Università degli studi di Cagliari
Facoltà: Medicina e Chirurgia
Corso di laurea: Assistenza Sanitaria
Titolo tesi: La realtà virtuale immersiva in oncologia: un’umbrella review delle applicazioni preventive e riabilitative su ansia, depressione, distress e qualità della vita.
Descrivi brevemente l’argomento della tua tesi
La mia tesi si è concentrata sull’uso della realtà virtuale immersiva in oncologia, attraverso un’umbrella review delle sue applicazioni preventive e riabilitative.
Ho analizzato come questa tecnologia possa aiutare i pazienti oncologici a gestire ansia, depressione e distress. Inoltre, ho approfondito il suo possibile ruolo nel miglioramento della qualità della vita.
Perché hai scelto questo tema?
Ho scelto questo tema perché credo profondamente nel potere dell’innovazione al servizio della salute. La realtà virtuale mi ha affascinata per la sua capacità di alleviare la sofferenza in modo non invasivo. Può offrire ai pazienti un rifugio, un momento di sollievo e un supporto emotivo.
Volevo approfondire un ambito capace di unire tecnologia, empatia e cura, mettendo sempre al centro la persona.
Riporta la frase della tua tesi che più ti piace
“La realtà virtuale si conferma una tecnologia promettente per il supporto in oncologia. I risultati ottenuti rafforzano l’idea di utilizzarla nei percorsi di cura, pur evidenziando la necessità di ulteriori studi per consolidarne l’efficacia.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi?
Scrivere la tesi è un viaggio. Il mio consiglio è di scegliere un tema che appassioni davvero, qualcosa capace di far battere il cuore.
Non bisogna avere paura di sbagliare. Serve curiosità, tenacia e anche gentilezza verso se stessi. Ogni pagina scritta è un passo in avanti, non solo verso la laurea, ma anche verso la propria crescita personale.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Assolutamente sì. Il corso in Assistenza Sanitaria mi ha permesso di scoprire il valore dell’ascolto, della prevenzione e della vicinanza alle persone. Mi ha formata non solo come professionista, ma anche come persona.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
Gli Assistenti Sanitari possono lavorare nei servizi di prevenzione, promozione della salute ed educazione sanitaria. Gli sbocchi riguardano anche l’ambito scolastico, ospedaliero, territoriale e i progetti sociali e comunitari. È una figura chiave per costruire una sanità più umana, attenta e proattiva.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Ho scelto una Setosa Bordeaux Imperiale con stampa Oro Metallizzato. Desideravo una copertina elegante e sobria, capace di rispecchiare la serietà e la profondità del tema trattato. È stato un tocco personale, ma sempre professionale.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi?
Mi direi: “Non avere paura. Vivi ogni momento, anche quelli difficili, perché ti porteranno esattamente dove devi essere. Fidati di te stessa, delle tue capacità e delle persone che ti accompagneranno in questo cammino.”
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