
Un approfondimento sulla plusdotazione cognitiva, tra potenzialità, fragilità emotive e difficoltà sociali.
Quando si parla di persone particolarmente intelligenti, si pensa spesso a individui destinati al successo e privi di difficoltà. La realtà, però, è molto più complessa. Nella sua tesi di laurea, Anna approfondisce il tema della plusdotazione cognitiva, analizzando le sfide evolutive, relazionali e sociali che possono accompagnare chi possiede un alto potenziale. Un lavoro che invita a superare stereotipi e luoghi comuni per comprendere meglio una realtà ancora poco conosciuta.
Storia di Tesi di Anna
Autrice: Anna Pietrobon
Università: Università di Modena e Reggio Emilia
Facoltà: Psicologia
Corso di laurea: Scienze e Tecniche Psicologiche
Titolo tesi: TRA GENIALITÀ E ISOLAMENTO: DIFFICOLTÀ EVOLUTIVE E SOCIALI PER LE PERSONE CON ALTO POTENZIALE
Descrivi brevemente l’argomento della tua tesi
La mia tesi si concentra sulla plusdotazione cognitiva e sulle difficoltà che possono derivarne. Ho voluto sfatare il mito del “genio infallibile”, una narrazione che troppo spesso viene associata alle persone ad alto potenziale cognitivo. Dietro capacità straordinarie possono infatti nascondersi fragilità e problematiche che meritano attenzione e comprensione.
Perché hai scelto questo tema?
La giftedness mi ha sempre affascinata. È un mondo complesso, poco conosciuto e spesso caratterizzato da una sofferenza silenziosa che merita maggiore attenzione.
Io rientro nel primo scarto di intelligenza superiore alla media, con un QI pari a 120. Pur non appartenendo alla fascia dell’alto potenziale cognitivo, che richiede generalmente un QI pari o superiore a 130, mi sono riconosciuta in diverse caratteristiche tipiche delle persone plusdotate.
Ho scelto di approfondire questo argomento per trovare alcune risposte personali e per offrirne ad altri lettori. Nel mio piccolo, ho cercato di dare voce a persone spesso inascoltate, dalle quali la società pretende molto senza considerare adeguatamente le loro difficoltà e la loro sofferenza.
Riporta la frase della tua tesi che più ti piace
“Solamente tramite una profonda comprensione della giftedness sarà possibile offrire un aiuto concreto a questi individui, migliorando di conseguenza il loro benessere psicologico e sociale, includendoli sempre di più in una società che, troppo spesso, non li comprende e li etichetta come supereroi e non come persone con talenti e difficoltà.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi?
Consiglierei di preparare fin dall’inizio una scaletta con tempistiche e scadenze. Inoltre, suggerisco di organizzare la bibliografia in base ai capitoli e ai paragrafi che si intendono sviluppare.
Più il materiale è ordinato, più il lavoro di scrittura diventa semplice e gestibile nelle fasi successive.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Assolutamente sì. Questo corso di laurea mi ha aiutata a comprendere meglio molte dinamiche sociali e personali, permettendomi di osservare la realtà con maggiore consapevolezza.
È un percorso impegnativo, spesso sottovalutato o screditato. Tuttavia, se affrontato con serietà e passione, offre una crescita personale e professionale davvero significativa.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
Questo percorso offre diversi sbocchi professionali sia nel settore pubblico sia in quello privato. È possibile lavorare nell’ambito dello studio dei processi cognitivi e comportamentali, contribuendo alla progettazione di interventi legati all’apprendimento, alla comunicazione e alla promozione della salute.
Si può inoltre operare nella valutazione in età evolutiva, nell’individuazione precoce delle forme di disagio e nelle attività di orientamento. Il corso prepara anche a lavorare nei servizi rivolti alla persona, ai gruppi, alle organizzazioni e alla comunità.
Tra gli altri ambiti professionali vi sono la selezione del personale, la valutazione delle competenze e del potenziale, l’attività di intervistatore o rilevatore professionale e i servizi dedicati all’inserimento e all’integrazione sociale.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Ho scelto una Similpelle Cuoio Marrone Fulvo con stampa Oro Metallizzato. Il marrone caldo mi ha sempre trasmesso una sensazione di accoglienza, familiarità e sicurezza.
A mio avviso, sono proprio queste le sensazioni che un bravo psicologo dovrebbe riuscire a trasmettere ai propri pazienti durante le sedute.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi?
Mi direi di non preoccuparmi troppo quando le cose sembrano difficili e di non scoraggiarmi davanti alle prime bocciature. Un voto non definisce il valore di una persona e non è necessario ottenere sempre il massimo per sentirsi all’altezza.
Mi direi anche che andrà tutto bene e che il mio benessere psicofisico deve restare una priorità. L’università dovrebbe essere un viaggio di crescita, non una fonte costante di ansia. Infine, mi ricorderei che sono capace e che anche le materie più ostiche possono diventare interessanti con il tempo. A volte serve soltanto un po’ di pazienza.
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