
Parco giochi inclusivo all’interno di una struttura sociosanitaria: un ponte tra nonni e nipoti.
Il parco giochi inclusivo non è solo uno spazio per bambini. È un luogo in cui le generazioni si incontrano, si parlano e condividono momenti preziosi. Questo progetto, ideato all’interno di un contesto sociosanitario, punta a creare un legame concreto tra anziani e bambini, trasformando il giardino di una casa di cura in uno spazio di socialità, divertimento e integrazione.
Storia di Tesi di Barbara
Autrice: Barbara Penner
Università: Università degli Studi di Verona
Facoltà: Dipartimento di Management
Corso di Laurea: Master in Management dei servizi sociosanitari
Titolo tesi: Realizzazione del parco giochi inclusivo “Angelo Ferro” all’esterno del Centro Residenziale “Guido Negri” di Thiene. Un progetto della Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus. Fattibilità, risorse e strategie comunicative.
Qual è l’argomento della tua tesi?
La mia tesi nasce dall’esperienza di tirocinio presso un centro residenziale per anziani non autosufficienti della Fondazione O.I.C. Onlus.
Ho analizzato il progetto di realizzazione di un parco giochi inclusivo che permetta a bambini e nonni di condividere lo stesso spazio. Ho studiato obiettivi, motivazioni, stakeholder, previsioni di spesa e risorse necessarie.
La seconda parte del lavoro si concentra sulle strategie per una campagna di crowdfunding di successo, fondamentale per finanziare il progetto e coinvolgere la comunità.
Perché hai scelto questo tema?
Seguire una campagna di raccolta fondi mi affascinava. L’idea di progettare un parco giochi inclusivo capace di creare un ponte tra generazioni mi ha entusiasmato fin da subito. Pensare a nonni e nipoti che giocano insieme mi riempiva il cuore.
La citazione preferita dalla tua tesi
“L’individuazione e la predisposizione di un’area dedicata al parco giochi, oltre ad aggiungere colore e vivacità al giardino della casa di cura, può rappresentare un’occasione per gli anziani di trascorrere tempo all’aria aperta, favorendo la relazione intergenerazionale. Un nonno può spingere un bambino sull’altalena, accompagnarlo sullo scivolo o, anche solo, osservarlo giocare. Sono momenti preziosi di socialità e svago.”
Questa frase racchiude lo spirito del progetto: il parco giochi inclusivo come strumento di incontro, affetto e condivisione.
Quale suggerimento daresti a chi deve scrivere la tesi?
Non temere il foglio bianco. Scrivi tutte le idee che ti vengono in mente, anche senza ordine. Mettere insieme i pezzi sarà più semplice dopo.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea?
Sì. È stato stimolante e mi ha permesso di conoscere colleghi con cui sono rimasta in contatto.
Quali sono gli sbocchi lavorativi del tuo corso?
Il Master apre le porte al settore sociosanitario come coordinatore o direttore di centri servizi. Io lavoro già in una RSA e l’ho frequentato per ampliare le mie competenze.
Quale copertina hai scelto per la tua tesi?
Ho stampato tre copie, tutte rosse con stampa Oro Metallizzato, ma con copertine diverse.
Per me: Incisa Nuvolata Bordeaux Vinaccia
Per il direttore: Naturale Acero Rosso
Per il centro residenziale: Similpelle Lucida Rossa
Se potessi tornare al primo giorno di Università…
Mi direi: “Vai e fidati di te. Sei forte!”.
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