
Ortoressia nervosa e stress, un’analisi sul comportamento alimentare tra gli studenti universitari
L’ortoressia nervosa è un disturbo alimentare ancora poco esplorato, ma in forte crescita, soprattutto tra giovani e studenti. Nella sua tesi di laurea, Rosanna affronta in modo chiaro e multidimensionale il legame tra ortoressia nervosa e stress. Un’analisi che aiuta a comprendere come anche ciò che è “sano” possa, in certi casi, trasformarsi in un pericolo per la salute mentale e fisica.
Storia di Tesi di Rosanna
Università: Università di Parma
Facoltà: Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco
Corso di Laurea: Scienze della Nutrizione Umana
Titolo tesi: Ortoressia nervosa, ossessività, iperattività: valutazione multidimensionale di un campione di studenti dell’Università di Parma
Qual è l’argomento della tua tesi?
Ho scelto di approfondire l’ortoressia nervosa, un disturbo alimentare emergente che si manifesta come un’ossessione patologica per il cibo sano. Chi ne soffre tende a evitare in modo estremo alimenti considerati “non salutari”, al punto da provare disagio o ansia durante situazioni conviviali in cui si consumano junk food. Allo stesso tempo, ho voluto indagare la relazione tra alimentazione e stress: spesso, proprio lo stress porta a comportamenti alimentari disfunzionali come l’emotional eating, cioè mangiare per sfogare tensioni emotive.
Perché hai scelto questo tema?
L’ortoressia mi ha incuriosita perché, nonostante rientri nei disturbi alimentari, è ancora poco studiata e circondata da pregiudizi. Alcuni professionisti si chiedono ancora “che male c’è a mangiare bene?”, senza rendersi conto che il problema nasce quando questa attenzione diventa ossessione. Il confine tra comportamento salutare e patologia è sottile e spesso invisibile: è proprio lì che si gioca la vera sfida di chi studia alimentazione e salute mentale.
Riporta la citazione della tua tesi che preferisci
“Nulla è di per sé veleno, tutto è di per sé veleno, è la dose che fa il veleno.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand*?
Scegliere il relatore giusto è fondamentale. Informatevi prima di decidere, parlate con chi ha già lavorato con quella persona. Il tutor deve diventare il vostro punto di riferimento, la guida su cui contare nei momenti di dubbio. È una figura chiave, non solo per il contenuto, ma anche per il vostro equilibrio durante la stesura della tesi.
Sceglieresti nuovamente il tuo corso di laurea?
Assolutamente sì, e sceglierei di nuovo Parma. La città offre tantissime opportunità per chi, come me, è appassionato di alimentazione e nutrizione. È un punto di riferimento nel settore food a livello nazionale.
Quali sbocchi lavorativi offre il tuo percorso?
Il mio percorso mi consente di lavorare come nutrizionista, sia in modo autonomo che in team, ma anche di proseguire nel mondo della ricerca scientifica, soprattutto nell’ambito dell’alimentazione e del benessere.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro?
Ho scelto una copertina Brillante Bianco Perla con stampa Fucsia Metallizzato. Un tocco personale, abbinato al mio outfit del giorno della laurea e alla mia personalità. Volevo che la mia tesi mi rappresentasse davvero, che facesse dire: “È di Rosi”.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di università, quale consiglio ti daresti?
Mi direi di non preoccuparmi troppo degli altri. Di concentrarmi sul mio percorso e su ciò che davvero conta per me. Alla fine, la costanza e la determinazione vengono sempre ripagate.
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