
Analisi degli effetti della musica sullo sviluppo linguistico nei bambini, con focus su ritmo, linguaggio e inclusione
La musica può davvero aiutare i bambini a sviluppare il linguaggio? Sempre più studi mostrano come musica e ritmo possano avere un impatto concreto sulle competenze comunicative fin dalla prima infanzia. Nella sua tesi di laurea, Desirè approfondisce il ruolo della musica nello sviluppo linguistico nei bambini, analizzando come un intervento ritmico-musicale possa favorire l’evoluzione del linguaggio. Il suo lavoro offre uno sguardo interessante su un approccio che unisce logopedia, inclusione e crescita.
Storia di Tesi di Desirè
Autrice: Desirè De Luca
Università : Università degli Studi di Milano
Facoltà : Medicina e Chirurgia
Corso di laurea : Logopedia
Titolo tesi : “EFFETTI DI UN INTERVENTO RITMICO-MUSICALE SULLA RIPETIZIONE DI NON PAROLE IN ETÀ PRESCOLARE: STUDIO SUI CAMBIAMENTI A BREVE E LUNGO TERMINE”
Descrivi l’argomento della tua tesi
La mia tesi indaga gli effetti di un training ritmico-musicale sullo sviluppo linguistico nei bambini in età prescolare, sia monolingui sia bilingui. Ho analizzato i progressi nella ripetizione di non-parole, valutando l’accuratezza della produzione in diversi momenti del percorso. I risultati mostrano miglioramenti significativi dopo l’intervento, soprattutto nei bambini con fragilità linguistiche. Questo conferma quanto la musica possa essere uno strumento efficace per potenziare le competenze comunicative.
Perché hai scelto questo tema?
Ho scelto questo tema perché il bilinguismo mi ha sempre incuriosita molto e trovo affascinante capire come due lingue possano svilupparsi insieme in un bambino.
Inoltre, volevo approfondire come la logopedia possa intervenire in modo concreto per sostenere lo sviluppo linguistico, soprattutto nei bambini bilingui.
Riporta la citazione della tesi che più ti piace, o che pensi esprima al meglio ciò che hai voluto trasmettere con il tuo elaborato
«La musica è il linguaggio universale dell’umanità.»
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi?
Il consiglio che mi sento di dare è di non avere timore di immergersi davvero nell’argomento scelto. Quando si lavora su qualcosa che appassiona, anche i momenti più impegnativi diventano più gestibili. Alla fine del percorso universitario tutto sembra correre velocemente, ma è proprio questo il momento in cui si può approfondire ciò che interessa davvero. Mettersi in gioco è fondamentale, perché la soddisfazione finale ripagherà di tutto.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Assolutamente sì, anche se è un percorso impegnativo e richiede molta organizzazione tra lezioni e tirocini. Per me, che sono una studentessa con DSA, entrare nel mondo della logopedia e vivere questo percorso dall’interno ha dato un significato ancora più profondo a tutto il lavoro svolto.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
La laurea in Logopedia offre diversi sbocchi professionali nel campo sanitario.
Il logopedista si occupa della prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi della comunicazione e della deglutizione in tutte le età. Si può lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale, in ospedali, centri di riabilitazione, cliniche private o studi professionali. Sono possibili anche percorsi in ambito educativo e territoriale, oltre alla prosecuzione degli studi con magistrali o master.
Io, ad esempio, proseguirò con un’esperienza Erasmus traineeship per ampliare le mie competenze sul bilinguismo in Spagna.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Ho scelto una Brillante Bianco Perla con stampa Rosso Opaco. Il rosso era il colore della mia laurea e volevo che fosse presente, ma senza risultare troppo dominante. L’abbinamento con il bianco perla, elegante e delicato, mi è sembrato perfetto per creare equilibrio.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi?
Mi direi di non dare nulla per scontato, perché anche ciò che sembra lontano o poco utile può rivelarsi importante. Soprattutto, mi ricorderei di non sottovalutarmi, perché spesso siamo molto più capaci di quanto crediamo.
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