
Come la mostruosità femminile nel cinema horror diventa metafora di crescita e ribellione.
La mostruosità femminile nel cinema horror è molto più di un espediente narrativo per spaventare. Spesso, dietro figure come streghe, lupi mannari o cannibali, si nasconde un racconto di trasformazione, emancipazione e ribellione. Nella sua tesi di laurea, Elena esplora come il passaggio dall’infanzia all’età adulta delle protagoniste femminili sia raccontato attraverso simboli forti e inquietanti. Un viaggio che unisce la paura al desiderio di libertà, rivelando quanto il genere horror sappia raccontare la società in modi diretti e potenti.
Storia di Tesi di Elena
Autrice: Elena Pelucchi
Università: Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”
Facoltà: Lettere
Titolo tesi: Monstrous Feminine e “Coming of Rage”: la pubertà femminile nel cinema horror
Qual è l’argomento della tua tesi?
La mia ricerca indaga la mostruosità femminile nel cinema horror, concentrandosi sul delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta. In questi film, le trasformazioni tipiche della pubertà – fisiche e psicologiche – assumono spesso forme “mostruose”. Ho analizzato tre archetipi:
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La strega (Carrie, The Witch), simbolo di ribellione contro imposizioni familiari e religiose.
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Il lupo mannaro (In compagnia dei lupi, Ginger Snaps), incarnazione della rottura definitiva con l’innocenza infantile.
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Il cannibale (Raw, Bones and All), metafora di una scoperta di sé non convenzionale, fino a conquistare sicurezza e autonomia.
Ogni figura riflette una diversa sfaccettatura del crescere e del rivendicare libertà.
Perché hai scelto questo tema?
Amo il cinema, ma da sempre mi affascinano le differenze di rappresentazione dei personaggi in base al genere. Nel cinema horror c’è più libertà creativa e questo consente di raccontare la mostruosità femminile anche come rivalsa, non solo come condanna. In molte storie, le protagoniste prendono il controllo della loro vita, abbattendo – talvolta in modo letterale – le barriere sociali che limitano i loro diritti.
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand*?
Scegli un argomento che ti appassioni davvero: ti aiuterà a mantenere motivazione e curiosità. Questo renderà più semplice la ricerca delle fonti e la stesura. E scegli con attenzione il relatore: serve una persona capace di supportare, consigliare e credere nella tua idea con passione.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Ho optato per un’Incisa Nuvolata Rosa con stampa Rame Metallizzato. Il rosa richiama la femminilità, ma è anche una sfumatura del rosso, colore simbolo dell’horror. Una scelta che unisce estetica e coerenza con la tematica. L’abbinamento con l’outfit è stata una decisione successiva… e un piccolo depistaggio!
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Sì. Mi ha aiutata a conoscermi meglio e a coltivare i miei interessi. Anche se la magistrale che seguirò non sarà una diretta prosecuzione, porto con me un bagaglio culturale ricco e non convenzionale.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti?
Mi direi di avere più fiducia in me stessa e di lasciar andare il perfezionismo. La vera bellezza sta nel percorso, non solo nel traguardo.
Vorresti saperne di più sull'argomento? Scrivici una mail 🙂
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