
Analisi della manosphere e degli incel come fenomeno digitale che influenza le relazioni di genere e può portare a radicalizzazione e violenza.
Cosa si nasconde dietro alcune comunità online che parlano di relazioni e identità maschile? La tesi di Daniela affronta il tema della manosphere e degli incel, esplorando un universo digitale complesso e spesso frainteso. Attraverso un’analisi criminologica e sociale, emerge come frustrazione personale e contesto online possano intrecciarsi. Questo intreccio può dare forma a narrazioni misogine e, nei casi più estremi, a comportamenti violenti.
Storia di Tesi di Daniela
Autrice : Daniela Brancati
Università : Università degli studi di Foggia
Facoltà : Giurisprudenza
Corso di laurea : Scienze Investigative
Titolo tesi : Uomini che odiano le donne: un’indagine nelle ideologie maschili radicali.
Descrivi l’argomento della tua tesi
La mia tesi analizza il fenomeno della manosphere, cioè un insieme molto eterogeneo di comunità online che condividono una visione conflittuale delle relazioni di genere. In particolare, mi sono concentrata sugli incel, uomini che si definiscono esclusi dalle relazioni sentimentali e sessuali.
L’obiettivo del lavoro è capire come frustrazione personale, dinamiche sociali e ambienti digitali possano intrecciarsi. In alcuni casi, questo intreccio contribuisce alla nascita di ideologie misogine e a veri e propri processi di radicalizzazione.
Perché hai scelto questo tema?
Ho scelto questo tema perché è un fenomeno contemporaneo ancora poco conosciuto, ma estremamente rilevante dal punto di vista sociale e criminologico. Le comunità della manosphere possono influenzare profondamente il modo in cui vengono percepite le relazioni di genere.
In alcuni casi, queste dinamiche arrivano a sfociare in forme di radicalizzazione e violenza, ed è proprio questo che mi ha spinta ad approfondire. Mi interessava capire come determinati ambienti digitali possano contribuire alla costruzione di ideologie estremiste.
Inoltre, ritengo che queste dinamiche possano essere considerate una vera e propria forma di violenza di genere, spesso più subdola perché si sviluppa online, ma non per questo meno pericolosa o meno impattante.
Riporta la frase della tesi che più ti piace, o che pensi esprima al meglio ciò che hai voluto trasmettere con il tuo elaborato
“L’analisi di alcuni casi di cronaca dimostra come il disagio individuale, quando si intreccia con narrazioni di risentimento e misoginia, possa trasformarsi in una visione vendicativa delle relazioni di genere e, nei casi più estremi, sfociare in comportamenti violenti.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi?
Il consiglio principale che mi sento di dare è quello di scegliere un argomento che susciti davvero curiosità e interesse personale. La tesi è un percorso lungo e impegnativo, quindi lavorare su qualcosa che appassiona rende tutto più stimolante.
Un altro aspetto fondamentale è avere un relatore disponibile, che possa accompagnarti e guidarti durante tutta la stesura. Nessuno ci insegna davvero come si scrive una tesi, quindi questo supporto è essenziale.
Inoltre, è importante organizzare bene il materiale, costruire una bibliografia solida e iniziare a scrivere anche quando il lavoro non sembra ancora perfetto. Spesso, infatti, le idee diventano più chiare proprio mentre si scrive.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Sì. Il corso di laurea in Scienze investigative mi ha dato la possibilità di affrontare lo studio della criminalità da una prospettiva multidisciplinare, unendo diritto e scienze forensi.
Questo approccio si è rivelato particolarmente utile anche per analizzare un tema complesso come quello della manosphere, perché mi ha permesso di osservare il fenomeno da più punti di vista.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
Il corso di laurea in Scienze investigative offre diversi sbocchi professionali nell’ambito giuridico, criminologico e della sicurezza. Tra le principali opportunità c’è la possibilità di lavorare come investigatore privato, previa autorizzazione.
Si può anche intraprendere il ruolo di consulente tecnico in ambito giudiziario oppure accedere, tramite concorso pubblico, alle forze dell’ordine e alla polizia penitenziaria.
Inoltre, esistono opportunità nel settore della sicurezza e della vigilanza, sia in ambito pubblico che privato, così come percorsi nell’amministrazione pubblica, ad esempio nei servizi ispettivi o nelle autorità di controllo.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Ho scelto una Velluto Champagne con stampa Rame Metallizzato perché volevo qualcosa di semplice ma allo stesso tempo elegante. Mi piaceva l’idea che il lavoro fosse presentato in modo sobrio e professionale.
Per me la rilegatura rappresenta simbolicamente la conclusione di un percorso importante, quindi ho preferito uno stile classico che potesse valorizzare al meglio il contenuto della tesi.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi?
Probabilmente mi direi di affrontare tutto con più serenità e con maggiore fiducia nelle mie capacità, perché spesso siamo noi stessi a metterci più in difficoltà del necessario.
Cercherei di non paragonarmi agli altri, ricordandomi che ognuno ha il proprio percorso e le proprie sfide, e che i voti non definiscono davvero il valore di una persona.
Col tempo ho capito che, con costanza e organizzazione, si riesce a superare anche ciò che all’inizio sembra insormontabile.
L’università, infatti, non è solo studio, ma anche crescita personale e scoperta dei propri interessi.
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