
Come il linguaggio di genere nella letteratura per l’infanzia influenza la formazione e sfida gli stereotipi.
Il linguaggio di genere non è solo una questione di parole: è un potente strumento di formazione, capace di modellare pensieri e comportamenti fin dall’infanzia. Nella sua tesi di laurea, Rachele analizza come la narrativa per bambini possa veicolare – o smantellare – stereotipi legati al maschile e al femminile. Un percorso che attraversa storia, maschilismo, egemonia patriarcale e censura scolastica, fino ad arrivare alle nuove rappresentazioni nella letteratura anglo-italiana degli anni ’90. Il risultato? Il linguaggio di genere è una chiave per comprendere e migliorare la società di domani.
Storia di Tesi di Rachele
Autrice: Rachele Braccini
Università: Università degli Studi di Firenze
Facoltà: Scienze dell’Educazione e della Formazione
Corso di laurea: L-19
Titolo tesi: Linguaggio di Genere e Narrazioni per l’Infanzia tra Stereotipi e Nuove Rappresentazioni: analisi di tre casi di Letteratura Anglo-Italica degli anni Novanta
Qual è l’argomento della tua tesi?
Il linguaggio di genere, così come il silenzio, è un’arma potente. Nella mia tesi ho studiato lo stereotipo di genere, partendo dall’evoluzione del maschilismo e dell’egemonia patriarcale dall’epoca agricola fino al nuovo millennio. Ho approfondito il ruolo della censura scolastica e della narrativa per l’infanzia. Infine, ho analizzato tre volumi per bambini, individuando – quando presente – l’ideologia formativa trasmessa attraverso le parole scelte dall’autore o dall’autrice.
Perché hai scelto questo tema?
Credo sia fondamentale capire il peso reale delle parole. Comunicare è una parte centrale di me e considero un atto di rispetto quando questa capacità viene ricambiata. Studiare il linguaggio di genere mi ha permesso di unire questa attitudine personale alla riflessione critica sulla società.
Riporta la frase (o la citazione) della tua tesi che ti piace di più.
“Si può concludere ragionando sul se la letteratura post-moderna, preda dell’editoria capitalistica, riesca seriamente a lanciare messaggi ed influenze potenti al suo target, oppure se parte della magia si perda nel consumismo. Chi dice che una serie per ragazzi perde efficacia pedagogica se lanciata su scala globale o con temi più o meno controversi?”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand*?
Prenditi il tempo necessario e immergiti a fondo nell’argomento. Lo rileggerai decine di volte, quindi scegli un tema che ami e in cui credi: la passione rende tutto più semplice e piacevole.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Assolutamente sì.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
Prevalentemente nel settore della prima infanzia (0-6 anni): educatore, assistente sociale, insegnante d’asilo e materna, sostegno alla genitorialità, accoglienza di nuclei familiari diversi. Ambiti in cui la sensibilità al linguaggio di genere può fare una differenza concreta.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Ho scelto una Similpelle Cuoio Rosa Marshmallow con stampa Fucsia Metallizzato. Amo il rosa e volevo rendere la tesi davvero mia. Allo stesso tempo, è stata una scelta simbolica per dimostrare che gli stereotipi di genere – come “una ragazza che ama il rosa è superficiale” – sono congetture infondate. Ho portato avanti questa idea anche nell’outfit di laurea, tutto in rosa e rosso.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti?
Mi direi di volermi più bene e di prendermi cura della mia salute fisica e mentale. E di ricordarmi che, con qualche zucchero in più, avrei affrontato gli esami con la giusta energia e ottenuto i risultati che meritavo.
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