
Un’analisi del linguaggio del wrestling e del suo storytelling, tra elementi teatrali, narrativi e richiami alla letteratura classica.
Può uno spettacolo sportivo raccontare storie profonde quanto quelle della letteratura? Il linguaggio del wrestling dimostra che la risposta è sì. Tra performance atletiche, recitazione e costruzione narrativa, questo mondo unisce intrattenimento e significato. La tesi di Gianmatteo esplora proprio questo aspetto, mettendo in luce il valore dello storytelling nello sports entertainment e il suo legame con opere classiche come il “Macbeth” di Shakespeare.
Storia di Tesi di Gianmatteo
Autore : Gianmatteo Larocca
Università : Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Facoltà : Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute
Corso di laurea : Lingue e Letterature Moderne
Titolo tesi : Il linguaggio del wrestling: l’arte dello storytelling nello sports entertainment
Descrivi brevemente l’argomento della tua tesi
Nella mia tesi ho analizzato il wrestling, concentrandomi in particolare sul linguaggio che lo caratterizza e che lo rende unico nel suo genere. Questo mondo unisce teatro, recitazione e atletismo, creando una forma di intrattenimento complessa. Ho poi approfondito l’importanza delle storie raccontate al suo interno, mettendole a confronto con il “Macbeth” di Shakespeare. Questo lavoro racchiude anche la mia passione personale, che mi ha portato a pubblicare un libro tratto da questa ricerca.
Perché hai scelto questo tema?
Ho scelto questo tema perché sentivo il bisogno di concludere il mio percorso universitario celebrando qualcosa che ha avuto un impatto profondo nella mia vita. Il wrestling ha segnato un prima e un dopo, regalandomi emozioni, incontri e opportunità che mi hanno permesso di crescere. Mi ha dato la forza di tornare a studiare dopo molti anni, aiutandomi a costruire disciplina e determinazione. Con questa tesi ho cercato di unire studi, esperienze ed emozioni in un progetto che possa essere anche fonte di ispirazione.
Riporta la frase della tua tesi che più ti piace, o che pensi esprima al meglio ciò che hai voluto trasmettere con il tuo elaborato
“Sia in Shakespeare che nel wrestling le storie sono caratterizzate da redenzione, lealtà, decadimento morale ovvero quei timeless threads that bind these seemingly different art forms together”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi?
Il mio consiglio è semplice: partite dalla vostra passione e costruiteci sopra qualcosa che abbia senso nel vostro percorso di studi. Solo così quello che scriverete sarà davvero vostro. La tesi non deve essere un peso, ma qualcosa che vi rappresenta fino in fondo. Deve farvi sentire orgogliosi di quello che siete e di quello che potete diventare. Buttatevi, lasciate spazio alle vostre idee e non fermatevi davanti a un “no”. Ogni ostacolo può diventare benzina. Un giorno vi guarderete indietro e vi renderete conto di quanta strada avete fatto.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato?
Sì, lo sceglierei di nuovo, perché è stata una strada che ho deciso di intraprendere in prima persona. Magari in alcuni momenti avrei voluto approfondire di più certi aspetti legati alle lingue e alla letteratura, ma nel complesso sono soddisfatto del percorso che ho fatto.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea?
Questo corso di laurea apre diverse possibilità e, soprattutto, ti cambia il modo di vedere il mondo. Ti permette di entrare in contatto con lingue e culture diverse e può portarti verso ambiti come la diplomazia o l’editoria. Ma al di là del lavoro, quello che resta davvero è il bagaglio personale, che ti accompagna in qualsiasi contesto della vita.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché?
Per la mia tesi ho scelto un’Incisa Tinta Unita Rosso Cocciniglia con Stampa Oro. I colori richiamano Roman Reigns e la Ula Fala, che ho trattato nel mio lavoro. L’oro, invece, rimanda simbolicamente al titolo di campione mondiale della WWE.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi?
Mi direi di non dubitare mai di me stesso, a prescindere da quello che dicono o fanno gli altri. Se vuoi stare sopra la mediocrità, non puoi permettere a niente e a nessuno di buttarti giù. Ci saranno momenti di solitudine, ed è normale, perché “it’s lonely at the top”. Ma alla fine tutto viene ripagato. Continuerai a rialzarti, perché devi vincere.
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