Lavoro Emozionale nel Turismo
Autrice: Giulia Ghitti _ Rilegatura: Incisa Nuvolata Turchese con stampa Bianco Opaco _ Tesi: Lavoro Emozionale nel Turismo

Lavoro emozionale nel turismo: una ricerca sul campo in Lombardia e Veneto. 

Il lavoro emozionale nel turismo è spesso sottovalutato, considerato un’attività stagionale, quasi accessoria. Ma cosa accade davvero a chi, ogni giorno, si occupa di accogliere, informare e supportare i turisti? Nella sua tesi di laurea, Giulia Elena ci accompagna all’interno degli uffici turistici del nord Italia per esplorare le implicazioni psicologiche e professionali del contatto diretto con l’utenza.


Storia di Tesi di Giulia Elena

Autrice: Giulia Elena Ghitti
Università: Università degli Studi di Bergamo
Facoltà: Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere
Corso di Laurea: Laurea Magistrale in Planning and Management of Tourism Systems
Titolo Tesi: Emotional labour in tourism: qualitative research on three information offices in Lombardy and Veneto


Qual è l’argomento della tua tesi?

La mia tesi esplora il lavoro emozionale nel turismo. Ho analizzato tre uffici turistici, tra Lombardia e Veneto (Lago d’Iseo, Brescia e Asiago), per capire cosa comporti davvero stare ogni giorno a contatto diretto con i visitatori. Ho indagato l’impatto psicologico, relazionale e organizzativo di questa attività, spesso trascurata nella letteratura.


Perché hai scelto questo tema?

Avevo già studiato il tema del lavoro emozionale, ma sempre in contesti più “canonici” come le compagnie aeree o le grandi catene alberghiere. Mi incuriosiva capire se lo stesso meccanismo fosse presente anche in realtà più piccole, come gli uffici turistici locali. Volevo portare alla luce un lato del turismo che raramente viene approfondito.


La tua citazione preferita della tesi?

“I personally hope that this master thesis can make readers reflect on an occupation that is sometimes seen as a purely seasonal summer job for students, often not even well-paid…”

Con questa frase ho voluto dare voce agli operatori turistici, spesso sottovalutati. La loro passione e dedizione sono fondamentali per il successo di una destinazione. Il mio desiderio è che si creino più progetti di gestione partecipata del territorio, che partano proprio da chi ha un contatto quotidiano con i turisti. Solo così potremo coniugare davvero le esigenze di residenti e visitatori e costruire un turismo sostenibile.


Che consiglio daresti a chi deve scrivere la tesi?

Scegliete un argomento che vi appassiona. Davvero. Scrivere la tesi è un lavoro impegnativo, e senza coinvolgimento personale può diventare un peso difficile da sostenere.


Sceglieresti di nuovo il tuo corso di laurea?

Assolutamente sì, e lo rifarei anche lavorando in contemporanea, come ho fatto. È stata una sfida, ma anche un percorso che mi ha dato tanto.


Quali sono gli sbocchi lavorativi del tuo percorso?

Il campo del turismo è vastissimo. Con questo corso di laurea si può lavorare in ambiti manageriali legati all’ospitalità, all’aviazione, alla promozione del territorio, alla gestione delle destinazioni ecc.


Che copertina hai scelto per la rilegatura della tesi, e perché?

Ho scelto un’Incisa Nuvolata Turchese con stampa Bianco Opaco. È il mio colore preferito, e mi rappresenta.


Se potessi tornare al primo giorno di università, cosa ti diresti?

Mi direi di affrontare tutto con impegno, certo, ma anche con leggerezza. Sbagliare non è la fine del mondo. L’università è un percorso, fatto anche di errori, e ogni giorno può essere un nuovo inizio.

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