
La mente cospirativa e i meccanismi psicologici che ci portano a credere nelle teorie del complotto.
Nella sua tesi di laurea, Federica esplora la mente cospirativa, un fenomeno sempre più diffuso nella società contemporanea. Attraverso un’analisi psicologica ed empirica, indaga le cause profonde che portano alcune persone a interpretare la realtà come il risultato di complotti segreti. Il suo lavoro invita a riflettere su come nascono queste credenze e su quanto la percezione del mondo sia filtrata dalle nostre emozioni, esperienze e bisogni psicologici.
Storia di Tesi di Federica
Autrice: Federica Alaimo
Università: Università degli Studi Guglielmo Marconi
Facoltà: Dipartimento di Scienze Umane
Corso di laurea: Scienze e Tecniche Psicologiche
Titolo tesi: La mente cospirativa: esplorazione psicologica, analisi empirica e prospettive evolutivo-culturali
Qual è l’argomento della tua tesi?
La mia tesi analizza la mente cospirativa, ossia la tendenza stabile a interpretare gli eventi come il frutto di complotti segreti. Ho esplorato i principali fattori psicologici associati a questo modo di pensare e condotto una rassegna semi-sistematica per comprendere come e perché la mentalità cospirativa si sviluppa. L’obiettivo è andare oltre il giudizio e provare a capire i processi mentali, emotivi e sociali che sostengono tali credenze.
Perché hai scelto questo tema?
L’interesse per la mente cospirativa nasce da un’esperienza personale. Da adolescente ero incuriosita dalle teorie del complotto: avevano un fascino misterioso e una logica che sembrava dare senso a tutto. Durante la pandemia, ho rivisto quelle stesse dinamiche emergere nella società — paura, bisogno di controllo, diffidenza — e mi sono chiesta cosa ci spinga, psicologicamente, a credere a queste narrazioni. È da lì che è iniziata la mia ricerca, con l’obiettivo di comprendere il bisogno umano che si cela dietro il complottismo.
La citazione che più rappresenta la tua tesi
“We don’t see things as they are, we see them as we are.”
— Anaïs Nin
Questa frase racchiude il senso della mia tesi: la realtà non è mai neutra. Ognuno di noi la filtra attraverso la propria mente, le esperienze, le paure e i desideri. La mente cospirativa nasce proprio da questo — dalla tendenza a vedere nel mondo esterno ciò che, inconsciamente, abita dentro di noi.
Quale consiglio daresti a chi sta per scrivere la tesi?
Non aspettare di sentirti “pronto”. La preparazione perfetta non esiste. Inizia, anche se ti sembra di non avere tutto chiaro. La chiarezza arriva scrivendo, riflettendo e, soprattutto, lasciandoti sorprendere dal processo. La tesi è un percorso di scoperta.
Sceglieresti di nuovo il tuo corso di laurea?
Sì, senza esitazione. Studiare Psicologia mi ha permesso di comprendere meglio gli altri, ma anche di guardarmi dentro. È un percorso che forma, trasforma e insegna ad ascoltare in profondità — qualità che considero fondamentali in ogni ambito della vita.
Quali sbocchi lavorativi offre il tuo corso di laurea?
Il triennio in Psicologia consente di lavorare in ruoli tecnici in ambito psicologico, come assistente alla valutazione o in contesti educativi. Ma, soprattutto, rappresenta la base per proseguire gli studi magistrali e diventare psicologa o psicoterapeuta.
Quale copertina hai scelto per la tua tesi e perché?
Ho scelto una Similpelle Cuoio Rossa con stampa Argento Metallizzato. È una scelta che unisce eleganza e sobrietà, con un tocco personale: il rosso come simbolo di energia, passione e vitalità.
Se potessi tornare al primo giorno di università, che consiglio ti daresti?
Mi direi di non aspettare “il momento perfetto”. Non esiste. L’università è un percorso fatto di tentativi, inciampi e scoperte. Buttati, fidati del processo e affronta ogni difficoltà come parte della crescita. Ogni esame, ogni errore, ogni pagina scritta è un passo verso la vetta. Quando la raggiungerai, capirai che la fatica era necessaria: è ciò che rende la conquista autentica e piena di significato.
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