Isolamento Sociale Anziani
Daniele Golden _ Isolamento Sociale Anziani _Rilegatura: Similpelle Lucida Rossa con stampa Oro Metallizzato

Isolamento sociale anziani e benessere mentale: come l’infermieristica può fare la differenza

L’isolamento sociale degli anziani è un fenomeno in crescente aumento, con ripercussioni non solo sulla salute mentale dei diretti interessati, ma anche sul Sistema Sanitario Nazionale e sulle famiglie. Nella sua tesi di laurea, Daniele esplora il tema con occhio clinico e umano, analizzando le complicanze legate alla solitudine e il ruolo dell’infermiere nel prevenire e contrastare questa condizione. Un lavoro che unisce competenza, empatia e senso pratico.

Storia di Tesi di Daniele Goldin

Università: Università di Torino
Facoltà: Infermieristica
Corso di laurea: ASL Città di Torino
Titolo tesi: Il rischio di isolamento sociale nella persona anziana e ricadute sul suo stato di benessere

Qual è l’argomento della tua tesi?

La mia tesi affronta il problema dell’isolamento sociale degli anziani. Mi sono concentrato su chi ha più di 65 anni, sulle cause dell’isolamento, sulle conseguenze psicofisiche, sull’impatto economico che questo ha sul SSN e sulle famiglie, e – soprattutto – sulle strategie che l’infermiere può mettere in campo per ridurre il problema. L’obiettivo era rendere visibile ciò che spesso resta silenzioso: la solitudine delle persone anziane.

Perché hai scelto questo tema?

Perché mi sta a cuore. Troppo spesso gli anziani vengono etichettati come “noiosi”, dimenticati, lasciati soli. Ma l’isolamento non è solo un fatto sociale: ha effetti concreti sulla salute mentale e fisica, e genera ricadute importanti su tutto il sistema. Bisogna smettere di ignorarlo.

Qual è la frase della tua tesi che ti rappresenta di più?

Non ho una frase “da cornice”, ma c’è un concetto che mi è rimasto dentro:

“Bisogna che la salute mentale sia più di interesse personale dell’operatore (infermiere), rispetto che approccio clinico, a migliorare i risultati sulla depressione dell’anziano.”

Quale suggerimento daresti a un* collega laureand*?

Scrivere una tesi non è una passeggiata. Prenditi tempo, non improvvisare. Cerca il confronto costante con relatore e correlatore. Se ti senti frustrat*, trova il modo di sfogarti – ma non con loro! E preparati: mal di testa, cervicale e stress sono compresi nel pacchetto. (Parola di infermiere: munisciti di analgesici e idratati!)

Sceglieresti di nuovo il tuo corso di laurea?

Assolutamente sì. Rifarei tutto.

Quali sbocchi lavorativi offre il tuo percorso?

Appena uscit*, puoi lavorare in reparto, sul territorio, come libero professionista, o puoi continuare con una magistrale, master, dottorato. Non è obbligatorio fare tutto subito: trova il tuo ritmo e la tua strada.

Quale copertina hai scelto per la tua tesi?

Una Similpelle Lucida Rossa con stampa Oro Metallizzato. Pratica, diretta, economica.

Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università?

Mi direi che non serve avere un modello perfetto per farcela. Circondati di persone positive, che ti sostengano anche mentalmente. E soprattutto: impegnati, perché stai studiando qualcosa che ti piace.

Vorresti saperne di più sull'argomento? Scrivici una mail :)

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