
Come l’intelligenza artificiale in infermieristica sta cambiando la professione, tra supporto clinico, formazione e aspetti legali.
L’intelligenza artificiale in infermieristica non è più fantascienza. È già parte del presente, anche in corsia. Oggi la tecnologia entra nei processi di cura, nella gestione dei dati e persino nella formazione del personale sanitario.
Nella sua tesi di laurea, Martina ha scelto di approfondire questo cambiamento con uno sguardo concreto: cosa significa davvero usare l’IA nella pratica infermieristica? Quali vantaggi porta? E quali responsabilità apre, soprattutto sul piano legale?
Storia di Tesi di Martina
Autrice : Martina Conflitti
Università : La Sapienza di Roma (sede Policlinico Umberto I di Roma)
Facoltà : Medicina e Odontoiatria, Farmacia e Medicina – Dipartimento di Chirurgia
Corso di laurea : Corso di laurea in Infermieristica Canale A
Titolo tesi : L’infermiere e l’intelligenza artificiale: nuove prospettive e responsabilità
Qual è l’argomento della tua tesi ?
Nella mia tesi ho raccontato l’evoluzione della figura infermieristica fino ad arrivare a oggi, dove l’intelligenza artificiale sta aprendo scenari completamente nuovi. Ho spiegato in modo chiaro cos’è e come può essere utilizzata in ambito medico e infermieristico.
Mi sono concentrata anche su un aspetto che spesso viene sottovalutato: i risvolti legali. Perché se una tecnologia viene usata male, o se genera un errore, la domanda è inevitabile: chi è responsabile?
Infine, ho guardato al futuro. L’IA può diventare utile non solo nel lavoro quotidiano, ma anche nel percorso di formazione e nell’aggiornamento continuo degli infermieri.
Perché hai scelto questo tema ?
Ho scelto questo tema perché oggi la tecnologia occupa una parte enorme della nostra vita, sia nel quotidiano che nel lavoro. E la sanità, ovviamente, non è rimasta fuori da questa trasformazione.
Volevo capire che impatto potesse avere l’intelligenza artificiale in infermieristica, nel bene e nel male. Ci sono aspetti positivi, come l’aiuto nella gestione delle informazioni e l’efficienza. Però esistono anche criticità e rischi.
Uno dei punti che mi interessava di più era proprio questo: in caso di errore legato all’uso della tecnologia, chi risponde davvero a livello legale?
Riporta la frase della tua tesi che ti piace di più, o che pensi esprima al meglio ciò che hai voluto trasmettere con il tuo elaborato.
La frase che preferisco è questa, perché racchiude l’equilibrio che secondo me non va mai perso:
“Si instaura un legame che permette una relazione di fiducia e di miglior efficienza nel trattamento della salute e non si rende necessario sacrificare l’umanità per poter utilizzare una macchina che elimina o riduce tutto ciò che rende unico l’essere umano.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi ?
Il mio consiglio è di scegliere un tema che piaccia davvero, o che si senta vicino. Questo aiuta tantissimo a restare motivati.
Suggerisco anche di leggere più fonti possibili, ma solo attendibili, usando banche dati scientifiche validate. E soprattutto: niente panico. Lo dico perché ci sono passata anche io.
Con calma e organizzazione, si riesce a scrivere tutto.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato ?
Sì, sceglierei di nuovo questo corso.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea ?
La professione infermieristica, per fortuna, offre molte opportunità. Si può lavorare in ambito ospedaliero, ma anche in strutture come case di cura e residenze assistenziali.
C’è anche la possibilità di lavorare nel privato, ad esempio con assistenza infermieristica domiciliare.
In più, si può continuare a studiare con master di primo livello, per specializzarsi in aree specifiche (come pediatria, area critica e molte altre). Un’altra strada è la laurea magistrale, utile per chi vuole crescere professionalmente e puntare anche a una carriera universitaria nell’insegnamento.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché ?
Ho scelto una Velluto Azzurro Carta da Zucchero con stampa Oro Metallizzato.
L’ho scelta perché volevo abbinarla al vestito della laurea, ma anche perché la copertina rigida dà più importanza al lavoro svolto. Per me rappresentava la fatica e l’impegno di un traguardo raggiunto con sacrificio.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi ?
Prima di iniziare questo percorso, bisogna essere sicuri della scelta.
Infermieristica è un corso impegnativo, perché devi unire lezioni ed esami con il tirocinio, che ti mette già dentro la realtà lavorativa. Non è solo “avere voglia”. Secondo me serve una predisposizione vera.
È una professione che ti porta a stare a contatto con le persone in momenti delicati. Ci vuole umanità, ma anche una base scientifica forte. Serve anche equilibrio emotivo, perché spesso l’infermiere è il primo volto che una persona incontra quando ha bisogno.
E una cosa ci tengo a dirla: è un lavoro di équipe. Ogni professionista ha un ruolo fondamentale, tutti uniti dallo stesso obiettivo, cioè far stare bene le persone.
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