Il disegno, oltre alla sola rappresentazione grafica, ha il potere di esprimere emozioni, sensazioni e percezioni.
Sara ha deciso di utilizzare la tecnica del disegno per analizzare la percezione di sé di alcuni pazienti psichiatrici.
Ce ne parla nella sua Storia di Tesi.
Autore: Sara Secci
Università degli studi di Parma – Corso di Laurea Magistrale in Psicologia dell’intervento clinico e sociale
Titolo: La valutazione dell’immagine corporea mediante l’utilizzo del disegno in pazienti psichiatrici
Di che cosa tratta la tua tesi?
Il mio elaborato di tesi si è proposto di esaminare l’immagine corporea in pazienti psichiatrici, in particolare con diagnosi di schizofrenia e psicosi, attraverso l’utilizzo del disegno.
L’immagine corporea rappresenta un costrutto complesso e multidimensionale che riflette la percezione individuale e compressiva del proprio corpo.
Nel contesto della psicopatologia, la percezione della corporeità può manifestarsi in varie forme, inclusi disturbi della percezione del sé, compreso il sé corporeo, e quindi disturbi dell’immagine corporea.
Tra gli strumenti clinici utilizzati per valutare l’immagine corporea, troviamo, ad esempio, i test proiettivi.
Nel mio studio, ho utilizzato la tecnica del disegno della figura umana.
Disegnando, l’individuo proietta la propria immagine corporea all’interno di uno spazio rappresentato da un foglio bianco e, parallelamente, riflette l’immagine di sé permettendo anche di valutarne l’autostima.
Nella mia ricerca, sono stati coinvolti 32 pazienti psichiatrici con un età compresa tra i 18 e i 60 anni.
A ciascun partecipante è stato chiesto di disegnare se stesso, utilizzando un foglio bianco, una matita, una gomma e pennarelli di colori diversi.
Successivamente, ho condotto un’analisi descrittiva dell’atteggiamento nei confronti del compito, dell’utilizzo del tempo, dell’orientamento del foglio ecc…
Inoltre, ho effettuato un’analisi grafica dei dati, una valutazione delle strutture formali e un’analisi del contenuto del disegno.
Perché hai voluto toccare questo argomento, che conclusioni hai tratto?
Ho effettuato un anno di servizio civile presso una comunità alloggio per pazienti psichiatrici.
Questa esperienza ha innescato la curiosità di capire in che modo i pazienti, con psicosi e schizofrenia, percepissero la propria immagine corporea e come potessero rappresentarla.
I risultati ottenuti hanno indicato come il disegno di sé sia uno strumento molto importante nell’esplorazione dell’autopercezione, delle emozioni e dei vissuti interiori nei pazienti psichiatrici, in modo simbolico e non verbale.
Inoltre sono state riscontrate delle analogie e differenze per diagnosi o sesso nella rappresentazione di sé nei pazienti.
Quale consiglio daresti a un collega laureando per preparare la sua tesi?
Non esiste un approccio standard per la stesura di una tesi, poiché ogni persona è unica.
Tuttavia, ritengo che la passione e la determinazione nel focalizzare un argomento siano fondamentali.
Per me, la chiave per scrivere una tesi risiede nel lavorare su un argomento che stimoli la persona e nell’investire l’impegno e il tempo necessario per esplorarlo a fondo.
Che rilegatura hai scelto per la tua tesi e perché?
Per la mia tesi ho scelto una rilegatura rigida fluo di colore azzurro.
Sceglieresti di nuovo il corso di laurea che hai frequentato?
Senza dubbio!
Il corso frequentato mi ha molto appassionata e credo che non esistano limiti all’apprendimento. Quindi sì, lo sceglierei nuovamente.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di università, quale consiglio daresti al te stess* dell’epoca?
Se avessi l’opportunità di rivolgermi alla me del passato, le direi : “Vivi con intensità tutto. Assorbi ogni conoscenza come una spugna e lascia che ogni esperienza e persona conosciuta ti arricchisca. I voti che otterrai svaniranno nel tempo, ma le esperienze che vivrai rimarranno per sempre.”
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