
Dispersione scolastica a Napoli e scuole di seconda possibilità, tra pratiche pedagogiche, fragilità sociali e valore della relazione educativa.
Che cosa succede quando la scuola smette di essere un “posto” e diventa un incontro che salva? Nella sua tesi, Alessia porta lo sguardo su Napoli e sulla dispersione scolastica, seguendo le tracce di esperienze educative che offrono nuove occasioni a ragazzi e ragazze in difficoltà. Al centro ci sono le scuole di seconda possibilità, contesti che provano a riaprire strade, anche quando tutto sembra già deciso. Tra storie, pratiche e relazioni, emerge un’idea forte: l’educazione può diventare riscatto, dignità e speranza, soprattutto nei margini.
Autrice : Alessia Cannavacciuolo
Università : Università degli Studi di Salerno
Corso di laurea : Scienze della Formazione Primaria
Titolo tesi : Napoli, scuola di seconda possibilità. Storie di educazione tra margini, fragilità e speranza.
Descrivi l’argomento della tua tesi
La mia tesi affronta la dispersione scolastica a Napoli e il ruolo delle scuole di seconda possibilità, che offrono nuove opportunità a chi vive fragilità sociali. Ho raccontato esperienze, storie e pratiche pedagogiche, perché volevo capire come queste realtà riescano a rimettere in moto percorsi interrotti. Inoltre ho approfondito il valore della relazione educativa, che per me può diventare uno strumento concreto di riscatto. Napoli, in questo lavoro, non è solo sfondo: è una città che amo, e che ho voluto leggere anche attraverso la speranza.
Perché hai scelto questo tema ?
Ho scelto questo tema perché credo che l’educazione, soprattutto nei contesti più complessi, possa essere un atto di giustizia sociale. Studiare esperienze come quelle dei Maestri di Strada o delle scuole Dalla Parte dei Bambini mi ha permesso di unire ricerca e sensibilità personale. In questo modo mi sono avvicinata a un’idea di scuola capace di accogliere, trasformare e restituire dignità. È una scuola che non si limita a “valutare”, ma prova a vedere davvero le persone.
Riporta la frase della tua tesi che più ti piace
Questa è la frase che sento più mia, perché dice con chiarezza che cosa intendo per “seconda possibilità”, oltre ogni definizione formale.
La scuola della seconda possibilità, dunque, non è solo un modello istituzionale.
È una filosofia educativa. È una scelta etica e politica. È il rifiuto dell’indifferenza.
È l’impegno quotidiano a guardare oltre l’apparenza, a vedere il potenziale dove altri vedono solo mancanze, a costruire legami dove ci sono fratture.
Quale suggerimento daresti a un collega laureando ?
Direi di scegliere un tema che appassioni davvero, perché una tesi chiede tempo, costanza ed energie. Quando c’è passione, la fatica si trasforma più facilmente in curiosità e la scrittura diventa scoperta. Inoltre, nei momenti di blocco, è proprio l’interesse autentico a riportarti dentro il lavoro. E, passo dopo passo, ti aiuta a non perdere il senso di ciò che stai facendo.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato ?
Sì, lo risceglierei senza esitazione, perché questo percorso mi ha dato competenze teoriche e didattiche importanti. Allo stesso tempo, mi ha fatta crescere come persona e come futura insegnante, aiutandomi a guardare la scuola come luogo di inclusione. In questo modo ho imparato che l’educazione è anche relazione, responsabilità e crescita condivisa. E questa consapevolezza, per me, vale tantissimo.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea ?
Il corso di Scienze della Formazione Primaria forma insegnanti per la scuola dell’infanzia e primaria, quindi apre direttamente alla professione educativa a scuola. Inoltre offre possibilità in progetti extrascolastici, nel terzo settore e in percorsi di ricerca e formazione legati alla pedagogia.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché ?
Ho scelto una Setosa Rosso Rubino con stampa Oro Metallizzato, perché il rosso mi ha accompagnata in tutti i festeggiamenti della laurea. È un colore forte, deciso e scaramantico, proprio come un cornicello napoletano. Inoltre rappresenta l’energia e la passione con cui ho vissuto questo percorso, dall’inizio alla fine. Volevo che anche la copertina raccontasse qualcosa di me.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti ?
Mi direi di rifare tutto esattamente come l’ho fatto, senza risparmiarmi nulla e dando sempre il massimo in ogni attività. Ogni esperienza, anche la più impegnativa, mi ha arricchita e mi ha aiutata a crescere. In questo modo ho costruito, passo dopo passo, non solo la studentessa, ma anche la persona che sono oggi. E, soprattutto, la futura insegnante che sto diventando.
Vorresti saperne di più sull’argomento? Scrivici una mail 🙂 Leggi altre Storie di Tesi.











