
Binge-watching Stranger Things, tra analisi narrativa e impatto sul pubblico.
Nella sua tesi di laurea, Kevin compie un viaggio nella storia delle serie televisive e nelle ragioni che ci spingono a “fare maratone”. Spiega cosa significa binge-watching, quando nasce e come cambia il nostro modo di guardare le storie. Poi va a fondo su Stranger Things: struttura, riferimenti, scelte visive e sonore. Capire la dinamica sottostante al binge-watching aiuta anche a capire come funzionano le piattaforme e come gestire le abitudini di visione. È un lavoro pensato per chi ama le serie ma vuole anche leggere il fenomeno con occhio critico.
Storia di Tesi di Kevin
Autore: Kevin Daniel
Università : Università degli Studi di Udine
Facoltà : Dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche
Corso di laurea : Scienze e Tecnologie Multimediali
Titolo tesi : La Tecnica del Binge-Watching nelle Serie Televisive Contemporanee
Qual è l’argomento della tua tesi ?
La mia tesi ricostruisce la storia delle serie televisive, dai primi esperimenti degli anni ’20 fino ai Duemila, per arrivare a come oggi consumiamo i contenuti. Al centro c’è il binge-watching: perché iniziamo un episodio e non riusciamo a fermarci, cosa succede a livello emotivo e quali effetti collaterali può avere sulla vita quotidiana. Analizzo il binge-watching di Stranger Things come caso studio: trama, riferimenti dei fratelli Duffer, effetti speciali, color grading e psicologia dei colori, transizioni, costumi, colonna sonora. Nelle conclusioni spiego perché Stranger Things funziona così bene in maratona e propongo strategie pratiche per gestire la visione in modo più consapevole.
Perché hai scelto questo tema ?
Le serie hanno sempre fatto parte della mia vita. Non mi interessa solo cosa raccontano, ma come lo fanno. Stranger Things mi ha colpito perché unisce nostalgia e innovazione con un forte coinvolgimento emotivo. Con il mio lavoro ho potuto unire passione e analisi critica: studiare il fenomeno, capire l’impatto delle piattaforme sul nostro tempo e su come costruiamo le nostre abitudini di intrattenimento.
Riporta la frase (o la citazione) della tua tesi che ti piace di più.
“Continuare a guardare senza interruzioni una serie televisiva, iniziarne una nuova o cliccare su nuovo episodio, equivale più o meno a cliccare il pulsante di una slot machine per fare una nuova giocata.”
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi ?
Scegli un tema che ti appassiona davvero: la motivazione fa la differenza. Parti presto, spezza il lavoro in micro-obiettivi e crea una routine. Tieni traccia delle fonti in modo ordinato. Confrontati spesso con il relatore e non aver paura di fare domande. Infine, quando scrivi, niente notifiche e pausa regolare.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato ?
Per alcune esperienze sì, soprattutto per la vicinanza e le occasioni che ho vissuto. Col senno di poi però potrei scegliere un percorso più pratico o entrare subito nel mondo del lavoro. Resta comunque un capitolo importante della mia vita.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea ?
Il corso apre a molti ambiti: comunicazione, media e marketing, editoria, produzione televisiva e cinematografica, giornalismo, social media management. C’è spazio anche per la ricerca accademica, per chi vuole proseguire con studi avanzati su fenomeni sui media digitali.
Quale copertina hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché ?
Ho scelto una Similpelle Cuoio Marrs Green con stampa Oro Rosa Metallizzato. Volevo un effetto curato e originale, ma elegante e sobrio. Il verde la rende riconoscibile; l’oro rosa aggiunge un tocco di prestigio.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi ?
Mi direi di partire forte da subito, niente rimandi. Domande chiare ai docenti e collaborazione con i colleghi. I dubbi lasciati a sedimentare diventano muri. E farei più amicizie: condividere il percorso alleggerisce tutto, specie nei momenti intensi.
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