
L’adattamento cinematografico di Atonement tra romanzo e film: come il linguaggio visivo riesce a tradurre emozioni, temi e struttura narrativa di Espiazione.
L’adattamento cinematografico di Atonement è un esempio perfetto di come una storia possa cambiare forma senza perdere la sua anima. Quando un romanzo diventa un film, infatti, non si tratta solo di “trasformare” una trama: cambia il modo in cui il racconto respira, si muove e colpisce chi guarda.
Nella sua tesi, Elisa ci porta dentro il passaggio da pagina a schermo di Atonement (Espiazione) di Ian McEwan, con uno sguardo attento alla narrazione e al linguaggio visivo.
Autrice : Elisa Maria Ballerini
Università : Università Cattolica del Sacro Cuore
Facoltà : Scienze Linguistiche
Corso di laurea : Lingue, Comunicazione, Media e Culture Digitali
Titolo tesi : L’adattamento cinematografico di Atonement: narrazione e linguaggio visivo
Qual è l’argomento della tua tesi ?
La mia tesi analizza il passaggio da testo letterario a film nel caso di Atonement (Espiazione) di Ian McEwan.
In particolare, mi concentro su come l’adattamento cinematografico riesca a restituire, attraverso il linguaggio visivo, la forza narrativa del romanzo e la sua portata tematica.
Mi interessava capire cosa succede quando un’opera scritta, fatta di pensieri e parole, viene “riscritta” con immagini, ritmo, suoni e scelte registiche. E soprattutto: cosa resta uguale e cosa cambia davvero.
Perché hai scelto questo tema ?
Ho scelto questo tema perché, dopo aver letto il romanzo e visto il film, mi è nata una curiosità fortissima.
Volevo capire come due linguaggi così diversi, quello letterario e quello cinematografico, possano comunicare lo stesso contenuto e arrivare a suscitare emozioni simili, anche se attraverso strumenti completamente differenti.
È proprio questo, secondo me, il cuore dell’adattamento cinematografico di Atonement: raccontare la stessa storia, ma con un’altra voce.
Riporta la frase (o la citazione) della tua tesi che ti piace di più.
La citazione che sento più rappresentare la mia tesi è tratta direttamente dal romanzo ed è riportata anche all’inizio del mio elaborato:
“Le pagine di una storia appena finita parevano fremerle tra le mani per tutta la vita che vi palpitava. Anche la sua passione per l’ordine risultava soddisfatta, giacché un mondo caotico poteva essere trasformato in ordine perfetto.”
Per me racchiude la portata tematica dell’opera e rappresenta anche la sfida più grande dell’adattamento che analizzo nella tesi: dare forma, con un altro linguaggio, a un mondo narrativo così pieno e complesso.
Quale suggerimento daresti a un* collega laureand* che sta per approcciarsi alla stesura della sua tesi ?
Consiglierei di prendersi il proprio tempo. Scegliere con cura l’argomento è fondamentale, perché poi ci si vive dentro per settimane (se non mesi).
Direi anche di scriverla prima di tutto per sé stessi. Solo dopo viene l’aspetto universitario.
Quando la tesi è finita, diventa un punto di arrivo. Ma anche una specie di bussola: può aiutare a capire cosa ci interessa davvero e che direzione vogliamo prendere.
Sceglieresti nuovamente il corso di laurea che hai frequentato ?
Assolutamente sì!
Amo la fotografia, la letteratura, il cinema e la comunicazione digitale. Questo percorso mi ha permesso di unire tutto e renderlo coerente, senza dover scegliere una sola passione.
Quali sono gli sbocchi lavorativi offerti dal tuo corso di laurea ?
Gli sbocchi lavorativi dipendono molto da ciò che una persona vuole fare.
Dal mio corso si può proseguire con una specializzazione in lingue e letterature, interpretariato e traduzione. Oppure si può virare verso ambiti più specifici legati alla comunicazione digitale, al cinema o alla televisione. È un percorso che lascia spazio a tante direzioni diverse, anche creative.
Quali copertine hai scelto per rilegare il tuo lavoro, e perché ?
Ne ho scelte due. Per la mia tesi ho scelto una Setosa Bordeaux Imperiale. Non potevo fare scelta migliore: la rilegatura è semplicemente stupenda.
Per le copie destinate al relatore e ai miei famigliari ho invece scelto delle Similpelle Lucide Bordeaux. Sono più neutre, ma restano eleganti.
In più, il bordeaux è anche il colore della mia facoltà. Quindi oltre a piacermi, ha anche un valore più simbolico.
Se potessi tornare al tuo primo giorno di Università, quale consiglio ti daresti, con l’ottica di poi ?
Mi direi di godermi di più la vita universitaria e non lasciare che l’ansia prenda il sopravvento, perché se qualcosa non va al primo tentativo non succede nulla e si può sempre riprovare. Meglio prendersi il proprio tempo che correre dietro a delle scadenze che esistono solo nella tua mente. Ce la puoi fare.
Col senno di poi, credo sia un messaggio che vale sempre: respirare di più, vivere meglio il percorso e ricordarsi che non serve essere perfetti per arrivare lontano.
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