Conservatorio. Titolo accademico equiparato alla laurea

Se ce lo stiamo ancora chiedendo, questo è il momento giusto per fare chiarezza: il Diploma di Conservatorio vale come una laurea? La risposta è si.

Ma una nuova domanda sta cercando da tempo una risposta: cosa succede ai privatisti di Conservatori e Istituti Musicali Pareggiati? Andiamo a scoprirlo insieme.

Cosa succede nel 1999: l’inizio del cambiamento

Nel 1999 succedono due eventi importanti per il mondo accademico italiano (e internazionale):

  • Il Processo di Bologna – che si occupa di riorganizzare, in senso comunitario, le politiche sull’Istruzione. L’obiettivo è creare, a livello europeo, un valido apparato educativo che metta a disposizione un’offerta formativa di alta qualità. Si parte dal presupposto che questa sia la base per assicurare lo sviluppo economico e sociale dell’Europa (per maggiori informazioni, clicca qui).
  • La Riforma delle Accademie di belle arti, di danza, di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati – con la quale si trasformano queste istituzioni in realtà accademiche equiparate all’Università (per maggiori informazioni, vedi il testo di legge).

Cosa succede con la Riforma?

La natura e il nome delle Istituzioni

Prima della Riforma – esistevano i seguenti istituti:

  • Le accademie di belle arti
  • L’Accademia nazionale di danza
  • L’Accademia nazionale d’arte drammatica
  • Gli istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA);
  • I Conservatori di musica
  • Gli istituti musicali pareggiati

La nuova normativa – raggruppa tutti i precedenti sotto la denominazione di AFAM: Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.

Rimangono attualmente escluse la Scuola nazionale di cinema – Centro sperimentale di cinematografia e l’Accademia nazionale del dramma antico.

La durata e i crediti formativi del Conservatorio

Prima della Riforma ogni strumento prevedeva una formazione specifica dalla durata diversa (pianoforte 10 anni, flauto 7 anni e così via).

La nuova normativa – punta invece ad uniformare i percorsi di formazione, introducendo la classica suddivisione accademica “3+2” con l’utilizzo di una unità di misura standard per misurare il carico di lavoro dello studente. Viene quindi introdotto il CFA (Credito Formativo Accademico) che corrisponde al CFU (Credito Formativo Universitario).

Diploma Conservatorio? Finalmente vale come una laurea!
Diploma Conservatorio? Finalmente vale come una laurea!

Quali sono i benefici per gli studenti?

Prima della Riforma – il titolo di studio ottenuto presso Accademie, Conservatorio e Istituti d’Arte non era riconosciuto nemmeno come laurea di primo livello (anche, se in molti casi, la durata degli studi era decisamente superiore!). Gli studenti che volevano proseguire il loro percorso formativo nel sistema universitario, dovevano per forza ripartire da zero e iscriversi ai corsi partendo dal primo anno. Questo significava:

  • Pagare tasse pur frequentare corsi già sostenuti
  • Sostenere esami già superati
  • Ottenere una laurea per certificare conoscenze già ottenute attraverso un percorso parallelo, nella maggior parte dei casi equivalente o addirittura superiore
  • Ritardare l’ingresso nel mondo del lavoro

In sostanza: una perdita di tempo e denaro. Con questa prospettiva, spesso la decisione era rinunciare in partenza.

La nuova normativa – presuppone l’esistenza di un sistema di riconoscimento degli studi effettuati. Ci si occupa di certificare le conoscenze, gli esami e le altre attività didattiche seguite dagli studenti, in modo che i due percorsi formativi (quello universitario e quello Artistico) siano “interscambiabili”. Questo significa che, in entrambi i casi, vengono riconosciuti crediti formativi in base all’effettiva conoscenza acquisita.

Quadro dei Titoli italiani di Istruzione Superiore e Le tabelle Comparative

Per rendere più chiara l’equipollenza, ecco il Quadro dei Titoli italiani di Istruzione Superiore (pdf del MIUR):

Quadro dei Titoli Italiani di Istruzione Superiore
Quadro dei Titoli Italiani di Istruzione Superiore

Per quanto riguarda le Tabelle Comparative, il MIUR non ha ancora proposto una versione abbastanza dettagliata dei vari insegnamenti per fornire ad università ed accademie linee guida nel riconoscimento dei crediti formativi di coloro volessero passare da un’università ad un’accademia e viceversa.

Conservatorio e privatisti: cosa combina il MIUR?

Le ultime notizie relative a questo settore riguardano gli studenti privatisti di Conservatori e Istituti Musicali Pareggiati.

Con la sentenza del Consiglio di Stato n. 2502 del 10 giugno 2016 (per leggere il pdf, clicca qui) si sono annullati in modo definitivo i provvedimenti del MIUR riguardanti l’impossibilità, per gli studenti privatisti, di accedere agli esami dell’ordinamento precedente a quello delineato dalla Legge 508/99.

La nota 28964 del 5 dicembre 2016 stabilisce infatti che:

Le istituzioni assicurano la conclusione dei corsi e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli studenti [privatisti] già iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici.”

Stabilisce inoltre che:

“[…] gli “studenti” privatisti, che alla data di entrata in vigore degli ordinamenti didattici (ossia entro l’a.s. 2010/11) abbiano sostenuto almeno un esame del vecchio ordinamento, possono concludere il loro percorso di studio “a parità di condizioni con gli studenti interni”.

Se apparentemente questo può sembrare un passo in avanti, nel concreto la nota ministeriale non fa altro che aggiungere confusione, in quanto il MIUR non fornisce alcun chiarimento su che cosa si intenda per parità di condizioni.

Per maggiori informazioni, clicca qui.

Con questa breve panoramica abbiamo fatto un po’ di chiarezza sulla realtà delle equipollenze dei titoli di studio. Hai qualche amico che sta studiando in Conservatorio?

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