Ripasso di punteggiatura

Oggi tutti ci sentiamo un po’ scrittori. Ma quanto siamo effettivamente competenti nell’antica arte della scrittura? Diciamo che ci sono sempre “margini di miglioramento”.

Scrivere la tesi è una prova di scrittura per tutti. Lo è stata per noi… e lo sarà anche per te. Meglio arrivarci preparati!

È bene che cominci ad allenarti a scrivere, prendere confidenza con gli strumenti della scrittura attraverso testi o guide che ti aiutino nella stesura della tua prova finale. L’esperienza della scrittura si fa scrivendo: ogni cosa che scrivi va riscritta, letta e riletta. È raro che la prima stesura sia perfetta e priva di errori, la maggior parte delle volte ha bisogno di una revisione e magari anche di più riletture e correzioni.

Oggi vogliamo porre l’attenzione sulla punteggiatura della quale spesso dimentichiamo l’importanza. Lo scambio di mail e sms ha cambiato il modo in cui vengono utilizzati i segni di interpunzione che hanno da sempre avuto due fondamentali funzioni: la prima sintattica e la seconda espressiva. Quest’ultima ha decisamente preso il sopravvento. Basta pensare ad esempio all’abuso spropositato di puntini per creare suspence, ai punti esclamativi in quantità industriale per sottolineare stupore e ai punti interrogativi infilati in ogni frase per esprimere incredulità.

La tesi però non è il luogo dove riversare segni emotivi. È utile conoscere alcune basilari norme della lingua italiana: non sottovalutarle, leggile ed applicale correttamente perché il tuo lettore ti valuterà anche per la tua ortografia, non solo per la tua cultura!

Partiamo quindi dalla base.

Diamo una ripassatina alla punteggiatura ed all’ortografia:

Punto: il punto determina la fine di un periodo e può scandire l’inizio di un altro. Va utilizzato per andare a capo e in questi casi vuole sempre la lettera maiuscola dopo di esso, può non essere utilizzato alla fine dei titoli di capitoli, di paragrafi o di elenchi.

Virgola: questo segno si utilizza solo all’interno di un periodo. È un errore grave separare con una virgola il soggetto dal verbo. È buona norma precedere con una virgola le congiunzioni (ma, però, tuttavia e l’avverbio anzi). Si può infine utilizzare una coppia di virgole per limitare un inciso.

Due punti: rallentano il ritmo del procedere comunicativo ed allertano il lettore attivando l’attesa di qualcosa di particolarmente rilevante. Possono precedere una lista numerata o dotata di punti elenco e sono adoperati per introdurre il discorso diretto.

Punto e virgola: questo elemento rappresenta una pausa più breve di un punto e più lunga di una virgola. Solitamente è utilizzata in caso di suddivisione di parti o elenchi (che contengano però almeno tre elementi).

Puntini di sospensione: seminare in ogni momento puntini di sospensione comunica un senso di indeterminatezza. Quando proprio non puoi farne a meno ricordati che ne devi mettere tre, non di più e non di meno!

Punto esclamativo: il suo utilizzo enfatizza un’affermazione. Esprime sorpresa ed attira l’attenzione del lettore. Tuttavia un eccesso di punti esclamativi rischia di trasformare un articolo in un manifesto pubblicitario. Ricordati che non è attraverso un punto esclamativo che si dà maggior vitalità ad un pensiero rigido.

Virgolette: sono un segno tipografico utilizzato in coppia affinché parole o frasi possano essere distinte come citazioni da altri testi, termini tecnici o estratti di un dialogo.

Accenti: gli accenti si distinguono in accento grave (`) e accento acuto (´). L’accento grave indica il suono largo o aperto delle vocali, l’accento acuto serve invece a indicarne il suono chiuso o stretto.

Apostrofo: quando una parola termina per vocale non accentata e quella successiva inizia a sua volta con una vocale si può operare un’eliminazione della prima (la amica –> l’amica, lo osso –> l’osso). Viene utilizzato anche per indicare alcuni casi di troncamento, per esempio: poco – po’, modo – mo’.

Ecco qua. Ci piaceva fare insieme a te un breve ripasso perché sicuramente la maestra delle elementari ha fatto egregiamente il proprio dovere, ma si sa, il tempo passa e la memoria perisce. Chiediamo consiglio allora al grande Totò perchè come ce la spiega lui è fantastica! E non disperare… secondo Totò prima o poi “la laura” sarà tra le tue mani!

“Punto! Due punti!!! Ma sÌ, fai Tre che abbondiamo”

[Totò, Peppino e… la malafemmena – 1956]

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