Bibliografia tesi di laurea
Bibliografia tesi di laurea: come scriverla ed esempi

La bibliografia della tesi di laurea è di estrema rilevanza, in primo luogo perché:

  • permette di capire a quale livello siano arrivati gli studi intorno all’argomento prescelto
  • fornisce un indicatore del tipo di lavoro che è stato svolto
  • è indispensabile per il lettore interessato ad approfondire i temi trattati.

BIBLIOGRAFIA TESI DI LAUREA: COSA INSERIRE

Nel corso della stesura della tesi verranno consultati molti volumi, sia pure senza leggerli tutti dalla prima all’ultima riga. La bibliografia dovrà contenere l’elenco di tutte le opere utilizzate.

Non vanno invece citate le opere che non sono state effettivamente consultate, anche se esse compaiono nelle bibliografie di altri autori: tutto il materiale deve essere stato visionato in prima persona.

L’IMPORTANZA DELLA BIBLIOGRAFIA

La bibliografia è uno dei principali elementi di valutazione di uno scritto: se lo scritto è buono, la bibliografia è approfondita, meditata, aggiornata, riporta tutti e soli i lavori pertinenti, etc..

COME SCRIVERE BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Ci sono molti modi di scrivere la bibliografia.

Le principali fonti bibliografiche sono:

libri, articoli pubblicati in riviste, articoli pubblicati in raccolte, working paper o articoli non pubblicati, articoli tratti da quotidiani o settimanali, articoli da riviste solo digitali.

Esistono molti standard per la compilazione di una bibliografia. Ogni disciplina ha il suo standard di riferimento (ad esempio nelle materie mediche ed infermieristiche si utilizza la bibliografia Vancouver).

Se non siete sicuri sullo stile bibliografico da adottare, chiedete al docente che segue la vostra tesi di laurea.

Alcune tra le regole principali sono:

  • I contributi vanno ordinati in ordine alfabetico, per cognome dell’autore; a differenza delle note va indicato prima il cognome dell’autore/i e poi l’iniziale del nome; se sono indicate più opere di uno stesso autore, l’elenco di tali opere procederà in ordine cronologico a partire dalle opere meno recenti;
  • Se di uno stesso autore dobbiamo citare più opere, queste vanno messe in ordine di data dalla più vecchia alla più recente;
  • E’ sempre meglio citare le prime edizioni dei testi, e in caso di testi stranieri è d’obbligo citare tra parentesi l’edizione originale.

INSERIRE UN LIBRO NELLA BIBLIOGRAFIA

Per inserire un LIBRO si devono citare nell’ordine, separati da virgola:

  • Cognome dell’autore seguito dal nome puntato
  • Titolo e sottotitolo del libro in corsivo e separati da un punto
  • Luogo di pubblicazione (si trova nel colophon, sul retro del frontespizio, dove trovate anche la Casa Editrice e la data di pubblicazione. Se nel libro non è riportato scrivere “s.l.”, senza luogo)
  • Casa Editrice (se nel libro non c’è, ometterlo)
  • Data di pubblicazione (da scrivere tra parantesi. Se non è riportata sul libro, scrivere “s.d.”, senza data)
  • Numero dell’edizione a cui ci si è riferiti (se ce n’è più di una)
  • Numero pagine ed eventuale numero dei volumi di cui l’opera si compone
  • Traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una traduzione italiana si specifica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di edizione, editore, data di edizione, eventualmente numero delle pagine

Evitate di scrivere in maiuscolo tutte le parole del titolo di un libro come fanno i libri anglosassoni: le convenzioni bibliografiche italiane sono diverse.

Esempio:

Piva F., Storia di Leda. Da bracciante a dirigente di partito, Milano, Franco Angeli, 2008

Inserire in bibliografia PIÙ LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Collotti E., La Germania nazista, Torino, Einaudi, 1962.
 Fascismo, fascismi, Firenze, Sansoni, 1989.

Come si può notare, i due libri sono in ordine cronologico dal più vecchio al più recente. Volendo si possono anche utilizzare “idem” per autori uomini o “eadem” per autrici donne, abbreviati a volte in Id. e Ead. Si tratta di due pronomi latini che sostituiscono il nome, per cui possono essere utilizzati per non ripetere l’autore e non dover mettere il trattino.

Per tornare all’esempio, precedente, visto che l’autore è maschio (Enzo Collotti) dovremo scrivere:

Collotti E., La Germania nazista, Torino, Einaudi, 1962.
Id., Fascismo, fascismi, Firenze, Sansoni, 1989.

Per mettere in bibliografia un LIBRO SCRITTO DA PIÙ AUTORI inserire nell’ordine e separati da virgola:

  • Cognome e nome puntato degli autori disposti in ordine alfabetico (in base ai cognomi)
  • Titolo del libro in corsivo
  • Città di pubblicazione
  • Casa editrice
  • Anno di pubblicazione

Esempi

Volume con un curatore dell’opera:
Bellofiore R., I lunghi anni Settanta. Crisi sociale e integrazione economica internazionale, in Baldissara L. (a cura di), Le radici della crisi. L’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta

Volume scritto da un numero massimo di 3 autori:
Bertucelli L., La gestione della crisi e la grande trasformazione (1973-1985), in Bertucelli L., Pepe A., Righi M.L., Il sindacato nella società industriale, Roma, Ediesse, 2008.

Volume scritto (o, come in questo caso, curato) da più di 3 autori:
Craveri P., Dopo l’unità nazionale la crisi del sistema dei partiti, in AA.VV. (a cura di), Gli anni ottanta come storia, Soveria Monnelli, Rubbettino, 2004.

INSERIRE UN ARTICOLO

Quando si inserisce in bibliografia un ARTICOLO PUBBLICATO IN UNA RIVISTA, si devono includere, nell’ordine e separati da virgole:

  • Cognome e nome puntato dell’autore dell’articolo
  • Titolo dell’articolo in corsivo
  • Titolo della rivista tra virgolette e preceduto da “in” (scritto in corsivo)
  • Annualità (indicata con “a.” e in numeri romani) e numero della rivista (indicato con n. e in numeri arabi, in grassetto)
  • Data di pubblicazione
  • Intervallo delle pagine consultate

Esempio:

Balbo L., Le condizioni strutturali della vita familiare, in “Inchiesta”, a. III, n. 9, gennaio- marzo 1973.

Per inserire CAPITOLI DI LIBRI, ATTI DI CONGRESSI, SAGGI IN OPERE COLLETTIVE:

Se abbiamo consultato un libro scritto a più mani ma abbiamo letto solo uno dei saggi presenti nel volume, bisogna citare, nell’ordine e separati da virgola:

  • Cognome e nome puntato dell’autore del singolo saggio
  • Titolo del singolo saggio in corsivo
  • Cognome e nome puntato del curatore del volume completo seguito da “a cura di” tra parentesi, oppure cognomi e nomi puntati degli autori (se sono massimo oppure AA.VV.

In tutti e tre i casi bisognerà anteporre la preposizione “in”

  • Titolo del volume completo in corsivo
  • Luogo di pubblicazione
  • Casa editrice
  • Anno di pubblicazione
  • Intervallo delle pagine consultate

INSERIRE ARTICOLI DA RIVISTE DIGITALI

Alcuni articoli dispongono del DOI (Digital Object Identifier), un parametro di identificazione permanente che aggiunto a http://dx.doi.org/ permette di aprire il documento nel browser. In questo caso si usa la stessa forma degli articoli pubblicati su riviste seguita, però, dal DOI:

Bar-Isaac, H. (2012), “Transparency, career concerns, and incentives for acquiring expertise”, The B.E. Journal of Theoretical Economics, 12:1–13, DOI: 10.1515/1935-1704.1796.

Quando il DOI non è disponibile esso è sostituito dalla URL:

Visentini, A. (2012), “Sulla parità non bastano i buoni propositi”, in LaVoce.info. .

INSERIRE SITI WEB

Per riportare nelle fonti di riferimento per la stesura della tua tesi la consultazione di SITI WEB:

Spesso ci si può limitare ad una menzione nel testo.

Ad esempio “La pagina internet del Partito Democratico pubblicava nel gennaio 2012 una lista di 12…”.

Se è necessario inserire un riferimento più formale, si possono usare gli esempi seguenti:

Paoli, M. (2012), “Il differenziale mannaro: lo spread e altri “mostri” della finanza”, Accademia della Crusca. (Ultimo accesso: 24 febbraio).

www.accademiadellacrusca.it/faq/faq risp.php?id=8851&ctg id=44. Wikipedia (2011), “DreamWorks”. (Ultima modifica: 20 novembre). http://en.wikipedia.org/wiki/DreamWorks.

L’idea di questi esempi è di avvicinarsi quanto più possibile alla forma classica “autore-anno-titolo-editore”, ma non sempre tutte le informazioni sono disponibili. Ad esempio, l’autore o il titolo potrebbero mancare. Nel primo caso si segue l’ordine “editore-anno-titolo”, come nel secondo esempio.

Se invece a mancare è il titolo, lo si sostituisce con quanto meglio l’approssima. Poichè il contenuto delle pagine internet è soggetto a frequenti cambi, si deve inserire la data dell’ultima modifica alla pagina o, se questa non è indicata, la data del vostro ultimo accesso.

Se la pagina internet ha avuto una citazione formale questa viene inserita nella bibliografia. Nella sitografia, invece, si elencano tutte le homepage dei siti consultati. Se quest’ultimi sono pochi, però, meglio indicare tutto in bibliografia. Una classica voce della sitografia potrebbe essere la seguente:

Unioncamere, http://www.unioncamere.net/.

  

DOVE INSERIRE LA BIBLIOGRAFIA E LA SITOGRAFIA

Inserisci bibliografia e sitografia al termine della tesi, dopo le conclusioni. Il titolo che puoi usare è FONTI BIBLIOGRAFICHE E SITOGRAFIA.

 

Speriamo che questo post ti sia stato utile! 

A proposito, segui la nostra GUIDA SEGRETA ALLA TESI DI LAUREA e la nostra sezione Guide e Risorse per la Tesi!

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